A Perugia gli Stati Generali dell’Italia centrale – Lanciato il patto di allenza per un progetto di crescita dell’Italia di mezzo
• 24 maggio 2010 11:20
Oggi da Perugia parte il patto di
alleanza delle regioni del Centro Italia per costruire ed attuare
insieme programmi e strategie comuni, valorizzare questo territorio
come ruolo di cerniera nel contesto nazionale, indispensabile per
l'unità del paese, e proporre un progetto di sviluppo che,
puntando alla coesione sociale, si basi sulla qualità, lo sviluppo,
l'innovazione, salvaguardando le identità e le caratteristiche
omogenee dei luoghi che sono anche la forza di questa Italia di
mezzo. Un progetto che punti verso infrastrutture moderne - tra esse
è urgente il completamento della E 78 Fano Grosseto - rivendicando
la necessità dei collegamenti Est Ovest. Un progetto che punti
all'attuazione del federalismo, alla qualità dei servizi, al
rilancio e alla valorizzazione della piccola e media impresa e della
sua forza imprenditoriale, anche alla luce della crisi che stiamo
attraversando, che punti alla valorizzazione del patrimonio locale in
ambito turistico, ad un'agricoltura di qualità e che metta in
campo investimenti nell'eccellenza della formazione. Riunite nel
capoluogo umbro, a qualche mese di distanza dal cosiddetto Patto di
Cagli con cui sono state gettate le premesse di questa operazione, le
regioni Abruzzo, Emilia
Romagna, Lazio, Marche, Toscana ed Umbria lanciano una grande sfida
politico-istituzionale bibartisan, che ha come obiettivo principale,
come specificato dal presidente della Provincia di Perugia Marco
Vinicio Guasticchi,
"individuare misure idonee per tenere insieme il Paese". E lo
fanno in un momento particolare in cui, oltre alla crisi economica in
atto, il sistema degli Enti locali, come ha avuto modo di ricordare
in apertura dei lavori il sindaco della città Wladimiro
Boccali, è
fortemente preoccupato per come si sta declinando il progetto del
federalismo e per le ricadute della manovra fiscale in atto. "Il
punto di partenza da cui prendono le mosse gli Stati generali
dell'Italia centrale - ha spiegato Guasticchi - è la
consapevolezza che le regioni centrali non sono "zone
residuali", sopravvivenze del passato, ma territori che hanno
saputo trasformarsi e che hanno qualcosa da "dire" anche al resto
d'Italia: la ricerca di un equilibrio e di una modernità che ha
saputo tenere insieme sviluppo economico e qualità sociale, crescita
e coesione sociale. Questo il loro punto di forza in passato, questo
può essere, anche per il futuro, ciò su cui puntare. Di fronte alla
tendenza di una visione dicotomica dell'Italia a due marce, con un
nord ricco ed efficiente e un sud debole e assistito, l'Italia
mediana rimarca la propria presenza e ruolo di cerniera". "Siamo
l'Italia dell'efficienza solidale - sono state le parole di
Matteo Ricci, presidente della Provincia di Pesaro Urbino -
dalle nostre regioni possono giungere proposte e contributi per
affrontare la crisi che stiamo vivendo". Del resto, come illustrato
da Ilvo Diamanti, docente di scienze politiche all'Università
di Urbino e Bruno Bracalente, docente di statistica economica
all'Università di Perugia, questi del Centro Italia sono da sempre
i luoghi del benessere, del dinamismo economico e sociale. Ma già
stanno arrivando i primi segnali negativi. Come richiamato da
Diamanti, da due anni a questa parte sta crescendo più che altrove
la paura della disoccupazione e dell'immigrazione, mentre si sta
complicando il rapporto tra il tessuto sociale e il sistema delle
istituzioni. E' dunque giunto il momento di attivarsi per
salvaguardare quel modello di sviluppo che in passato ha fatto di
queste regioni aree con un elevato livello di capitale sociale e
adeguarlo ai nuovi scenari. "Questa alleanza - ha sostenuto Gian
Mario Spacca, presidente della Regione Marche - può nascere
solo guardando e cercando di interpretare il futuro, tenendo conto
che oggi il nostro interlocutore prevalente è l'Europa e che gli
orizzonti economici non sono più quelli nazionali o europei, bensì
mondiali". Di "squilibri forti evidenti nelle diverse parti del
paese" ha parlato il Presidente della Provincia di Firenze Andrea
Barducci il quale ha sottolineato l'importanza per lo sviluppo
della qualità e dell'innovazione e ha chiesto di ‘aprire un
ragionamento sul completamento del sistema infrastrutturale che
necessita delle necessarie risorse'.
Il cuore che batte per un Paese unito e allo stesso tempo la ragione che cerca di dare nuovo sviluppo, creando sinergie nel contenitore dell'Italia Mediana, alle proprie comunità. E' questo il senso, seppur nelle diverse sfaccettature, dei tre interventi agli Stati Generali dell'Italia Centrale effettuati dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e del Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. "E' necessario che tutti insieme - ha spiegato Zingaretti - iniziamo un percorso in grado di creare un nuovo sviluppo credibile per i nostri cittadini e per l'Italia". L'Italia Mediana per Zingaretti deve anche servire per sdoganare "l'idea che gli enti locali sono una palla al piede del Paese" ma sono il supporto per "migliorare la vita dei cittadini con servizi di qualità" e allo stesso tempo "per indirizzare le aziende nei processi di internalizzazione". ‘La vocazione alla cultura, alle proprie radici, all'enogastronomia e al sapere sono linee da difendere'. Per il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, nessuno, agli Stati Generali dell'Italia Mediana, "ha intenzione di costruire la Centronia, macro-regioni che non hanno un senso politico e storico, ma si vuole dare un contributo per una nuova sintesi per il paese". Per Rossi è necessario "fare alleanze forti e coraggiose in fatto di infrastrutture, sanità, viabilità, aprire un dibattito sul sistema universitario, valutare la realtà interessante delle Pmi e il fatto che l'Italia di Centro sta guidando parte dell'export italiano, discutere della filiera corta in agricoltura". "Non si tratta soltanto - ha detto il Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini - di un momento di incontro istituzionale o di parte politica. Vogliamo attuare un confronto serio e concreto che vada oltre la politica e le sue divisioni. Perché dai nostri territori emerge chiara l'esigenza di lavorare su due aspetti fondamentali: più occupazione e nuovo sviluppo". Il Presidente Marini ha invitato gli altri ospiti ad un maggiore coinvolgimento europeo e a stare uniti per influenzare i decreti attuativi sul federalismo fiscale che rischia di schiacciare il Centro. "Il nostro modello di Governo e valoriale non deve soccombere con un modello di federalismo che prenda spunto magari da un sistema economico e sociale di altri territori. Ogni area ha una storia e una specificità. E di questo deve essere tenuto conto quando verrà istituito il Federalismo". Agli Stati Generali hanno portato il loro contributo anche gli onorevoli Walter Verini e Mauro Agostini, il senatore Franco Asciutti, il rettore dell'Università per stranieri Stefania Giannini e il Presidente della Lega delle Autonomie Claudio Fallarino.






















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