AGGUATOSequestrati reperti archeologici provenienti da scavi clandestini in Valnerina. Indagate 3 persone
• 21 ottobre 2009 15:20
Numerosi reperti archeologici, in massima parte risalenti ad una epoca tra il quinto e il sesto secolo avanti Cristo, provenienti da scavi clandestini in varie zone della Valnerina, sono stati sequestrati dai carabinieri della stazione di Ferentillo. Due operai, di 22 e 24 anni, di Ferentillo, ed un impiegato ternano di 33 sono stati denunciati per illecita detenzione di beni culturali di proprietà dello Stato e per scavi archeologici clandestini. Scavi che avrebbero eseguito, anche con l' aiuto di metaldetector, solo per la loro passione per l' archeologia e non per vendere i reperti clandestini. Sono in corso indagini anche su altre due studenti, uno di 23 anni di Ferentillo e l' altro di 25 di Terni, accomunati dalla passione per questo tipo di collezioni con i tre denunciati. A casa loro però non sono stati trovati reperti. I particolari dell'operazione sono stati illustrati oggi in una conferenza stampa dal comandante della compagnia dei carabinieri di Terni, maggiore Andrea Gavazzi, e dal comandante della stazione carabinieri di Ferentillo, maresciallo Massimo Telloli. I militari da tempo avevano avuto sentore che in zone di interesse archeologico, dove esistevano «santuari d'altura» delle popolazioni umbre, soprattutto a Monte Aspra, Monte Petano e Monte Moro, di notte venivano praticati scavi abusivi. Controlli, accertamenti e verifiche hanno portato alla identificazione dei tre denunciati. Nelle loro abitazioni i carabinieri hanno trovato numerosi frammenti di vasellame fittile, varie monete «aes rude», reperti metallici non ancora ripuliti da incrostazioni, pesi di telaio e, soprattutto, una serie di figure stilizzate votive in lamina di bronzo, queste ultime di particolare interesse storico-archeologico. Insieme ai reperti i carabinieri hanno trovato e sequestrato anche tre metaldetector usati per localizzare i luogo da scavare e carte topografiche dei siti. Dai primi accertamenti sembra - come detto - che le tre persone denunciate non operassero a fini di lucro ma solo per la loro passione di collezionisti. Con questi scavi eseguiti senza una metodologia scientifica sono stati arrecati gravi danni a siti votivi ritenuti di grande interesse.






















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