AGRICOLTURAFedagri e Anca-Legacoop: "Non pių rinviabile il riassetto delle Cantine Cooperative dell'Umbria"
• 31 luglio 2009 15:23
"Per poter competere sui mercati e ritornare a dare agli oltre 5.000 viticoltori soci la massima soddisfazione in sede di liquidazione dei conferimenti non è più rinviabile un riassetto delle Cantine Cooperative dell'Umbria": a sostenerlo sono i due presidenti regionali di Fedagri-Confcooperative e Anca-Legacoop, Luigi Minelli e Graziano Pedetti, a seguito del Tavolo regionale delle Cantine Cooperative convocato dalle due Centrali Cooperative alla presenza dell'Assessore Regionale Carlo Liviantoni e del Direttore dell'Assessorato all'agricoltura Ernesta Maria Ranieri.
"La presenza di 11 cantine cooperative nella nostra regione - affermano i due Presidenti - non rende possibili politiche commerciali competitive alle singole strutture e finisce per vanificare gli sforzi prodotti negli ultimi anni dalle strutture medesime con il supporto del Piano di Sviluppo Rurale e della Legge Regionale 7/99, che hanno consentito il raggiungimento di standards qualitativi di prodotto di assoluta eccellenza".
Le undici Cantine Cooperative aderenti alle due Centrali Cooperative raccolgono, infatti, una percentuale prossima al 40% dell'intera produzione vitivinicola regionale: ne consegue l'elevata responsabilità delle scelte che debbono essere messe in campo anche per evitare investimenti ripetitivi. "Stando alle graduatorie appena diramate dalla Regione sulla misura relativa agli investimenti nella trasformazione e commercializzazione - prosegue il Direttore di Confcooperative Umbria, Lorenzo Mariani - si delinea complessivamente un monte investimenti programmati dalle Cantine Cooperative di ulteriori 1,5 milioni di euro. Occorre pertanto ragionare su un piano industriale che deve necessariamente partire da un attento check up di ogni singola realtà per poter approntare gli strumenti necessari".
Sicuramente confortante è il dato relativo all'ottima patrimonializzazione delle 11 strutture che può agevolare possibili scelte ed opportunità. Per favorire interventi regionali anche in deroga. "Ci siamo attivati - proseguono Minelli e Pedetti - per ragionare sulla possibile riapertura di un bando regionale di supporto ai processi aggregativi sulla scorta della vecchia legge 7/99, trovando subito sensibilità e disponibilità da parte dell'Assessore Liviantoni". E' stato infatti attivato da parte della Regione ad inizio luglio il percorso negoziale con Bruxelles per consentire la messa in campo nel tempo più stretto possibile di strumenti in deroga di supporto a processi aggregativi che, nell'ipotesi di un progetto di filiera, potranno essere integrati anche dalle misure del Piano di Sviluppo rurale fin dalla prossima scadenza dei bandi di filiera".
"Il discorso non può infatti che abbracciare l'intera filiera - concludono i due presidenti - in quanto siamo convinti che interventi di razionalizzazione, abbattimento dei costi, miglioramento dei parametri economico-finanziari crediamo debbano essere apportati dalla vigna fino alla commercializzazione. In definitiva i tempi sono maturi per poter ragionare seriamente e percorrere le iniziative più opportune che i Consigli d'Amministrazione delle Cantine intenderanno mettere in campo con un unico obiettivo, che è poi l'elemento fondante di ogni cooperativa: l'incremento delle remunerazioni delle liquidazioni delle uve dei soci. In questi percorsi Confcooperative e Lega continueranno a dare alle strutture aderenti tutti i supporti necessari.






















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