Approvato il piano Casa. Matteoli: 100 mila alloggi in 5 anni. Lorenzetti: è un atto dovuto. Zaffini: presidente a corto di idee
• 21 luglio 2009 14:34
Arriva la firma del decreto presidenziale dopo il parere favorevole della Conferenza Stato - Regioni e dal Cipe, così il Piano casa diventa realtà.
"L'obiettivo è quello di realizzare centomila alloggi in cinque anni" annuncia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.
Il piano, dice ancora Matteoli, prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale.
I particolari
I nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni in Italia o da cinque nella stessa regione, saranno i principali beneficiari degli effetti del decreto.
"Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti. Il piano - spiega Matteoli - consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per tre miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Tra l'altro è prevista la valorizzazione di aree demaniali con la loro riqualificazione urbana''.
Lorenzetti: un atto dovuto
Il decreto del Presidente del Consiglio in materia di edilizia presidenziale firmato oggi "è un atto dovuto rispetto all'accordo del marzo scorso tra Governo e Regioni", dice il presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti: "Si tratta sempre degli stessi soldi stanziati a suo tempo dal Governo Prodi". «Sono sempre quei 550 milioni di euro che il precedente esecutivo aveva già distribuito alle Regioni. Con la prima finanziaria, l'attuale Governo se li era ripresi, salvo poi, dopo un serrato contenzioso, restituircene 200. In sostanza, se ce ne avessero lasciato da subito la disponibilità, li avremmo già spesi, specie in quelle Regioni, come l'Umbria, che da un anno e più si sono dotate di un proprio piano di edilizia residenziale pubblica", dice ancora Lorenzetti che è anche coordinatrice per il campo dell'edilizia dei presidenti di reguione. Lorenzetti torna infine a sollecitare il Governo "a varare quanto prima quel tavolo di confronto con le Regioni che deve servire a progettare un vero piano casa, e non una sua piccola parte, come si configura il decreto odierno"
Zaffini: Lorenzetti a corto di idee
"Se la Presidente Lorenzetti ha intenzione di condurre la campagna elettorale per il terzo mandato con questi argomenti, non si può che dare ragione a chi, nel suo stesso partito, le rimprovera di essere a corto di idee": dice Franco Zaffini, capogruppo regionale An-Pdl. "La politica del 'piove, governo ladrò è un vecchio cavallo di battaglia puntualmente sfruttato quando mancano le proposte. Alla Lorenzetti è bene ricordare che il risicato Governo Prodi, rimasto in bilico per due anni, è caduto per una crisi di maggioranza ed è stato letteralmente mandato a casa dagli italiani oltre un anno fa, con un voto che non ha lasciato margine di replica. La presidente non è nuova a queste dichiarazioni che sembrano voler avviare un processo di beatificazione per l'ultimo Governo Prodi, un governo che, se effettivamente avesse fatto ciò che lei sostiene, avrebbe ritrovato negli italiani il consenso necessario per guidare il Paese. Ora è inutile voler cambiare la storia, mentre il Governo Berlusconi sta lavorando per cambiare e ammodernare l'Italia che, tanto per restare in tema, non vedeva un piano casa dall'epoca di Amintore Fanfani".






















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