APPUNTAMENTI La Marcia per la pace Perugia - Assisi si trasferisce in Terra Santa
Lucia Caruso • 05 ottobre 2009 17:44
La Marcia per la pace Perugia-Assisi si trasferisce in Terra Santa, per riscoprire il «significato autentico» della parola «pace»: da Betlemme fino a Gerusalemme, passando per Hebron, Tel Aviv, Gaza, Nazareth, Nablus e altri territori del conflitto. Vi parteciperanno dal 10 al 17 ottobre circa 400 persone provenienti da tutta Italia (70 dall'Umbria) e dal resto d'Europa, in marcia per riaffermare il dialogo e portare un messaggio di solidarietà. I protagonisti sono rappresentanti di oltre cinquanta istituzioni locali, esponenti di associazioni e gruppi, studenti e insegnanti, sportivi e artisti, giovani e semplici cittadini. L'organizzazione di questa marcia «straordinaria», denominata «Time for Responsabilities», è stata presentata stamani.«Oggi presentiamo un'altra storia - ha commentato Flavio Lotti, coordinatore del progetto - in cui la Perugia-Assisi esce dai confini nazionali, rinuncia alla terra umbra e si reca a Gerusalemme per assumersi le proprie responsabilità». Già nel 1991 - ha ricordato Lotti - la marcia umbra si trasferì a Reggio Calabria «per combattere un'altra guerra, quella di mafia». E nel 1989 ci fu «una grande catena umana» di circa 30.000 persone (1.000 dall'Italia) proprio a Gerusalemme. Oggi - ha spiegato - «quella manifestazione non è più pensabile, perchè il conflitto e la situazione sono fortemente degenerati». Lotti si è detto convinto che «l'affermazione della pace in quelle terre avrà una ripercussione positiva sul pianeta intero». Ha annunciato infine che la tradizionale marcia Perugia-Assisi si svolgerà invece il 16 maggio 2010. Una iniziativa «non solo istituzionale - ha precisato il presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi - ma anche politica che ci riporta indietro nel tempo, al pensiero del filosofo Aldo Capitini. Una strada che noi vogliamo proseguire e riadattare ai tempi odierni». Guasticchi ha aggiunto che la presenza della Provincia ha un valore «operativo» con la realizzazione di una serie di progetti a favore delle popolazioni di Gerusalemme






















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