ATTENZIONEQualità dell'alimentazione. Le ispezioni dei Nas sottraggono dalle nostre tavole notevoli quantità di alimenti alterati. 146 ispezioni per 19 infrazioni penali e 45 amministrative
• 05 ottobre 2009 11:46
Un giro di vite per proteggere i consumatori da alimenti alterati. Molti ne sono stati sequestrati, ma l'ingente quantità di alimenti che, violando le norme igieniche e sanitarie rimangono nei circuiti di vendita e di distribuzione, lascia pensare che il rischio per clienti di ristoranti, agriturismi, rosticcerie, di vedersi serviti alimenti scaduti o conservati senza il rispetto delle normie igienico sanitarie, è ancora alto. Molto è stato fatto dunque ma molto ancora resta da fare. Ovviamente la restrizione delle norme che oggi per molti alimenti come la carne prevedono la tracciabilità del prodotto, come il pesce per cui deve essere scritto sul menù se si tratta di alimento congelato oppure no, valgono a tenere alta l'attenzione, tuttavia non c'è da stare tranquilli. Per il rispetto delle norme c'è bisogno di controlli e sanzioni che valgano da deterrente. Nel mese di settembre il nucleo dei Nas, dei carabinieri, ne ha effettuate tante di verifiche che hanno determinato il sequestro di numerose quantità di generi alimentari. Vediamo nei dettaglio il frutto di queste operazioni.
Sono tante e di vario tipo le irregolarità riscontrare dai carabinieri del Nas nelle 146 ispezioni igienico sanitarie ed amministrative compiute nel mese di settembre e che hanno portato anche al sequestro e distruzione di ingenti quantità di generi alimentari, i quali altrimenti sarebbero finiti sulla tavola dei consumatori. In particolare sono state rilevate 19 infrazioni penali e 45 amministrative. Tra i sequestri più consistenti quello in un laboratorio per la lavorazione delle carni a Bastia Umbra. Ne sono state sequestrate nove quintali per la distruzione. Carne che era stata congelata abusivamente e senza rispettare le regole della «rintracciabilità» del prodotto. Per gli stessi motivi in un negozio di alimenti etnici di Perugia sono stati sequestrati per la distruzione 30 chilogrammi di generi alimentari. Ispezioni compiute in attività di vario tipo, come ad esempio in un laboratorio per la lavorazione dei tartufi a Spoleto, dove sono state riscontrate «inadeguatezze nelle procedure di controllo», o in una casa di riposo della stessa città dove invece i carabinieri hanno contestato l' «incremento illecito della capacità ricettiva». Nel mirino del Nas sono finiti agriturismi, ristoranti e cantine per la scarsa igiene nella lavorazione e conservazione di prodotti. È il caso ad esempio di un ristorante di Città di Castello e di una pizzeria di Corciano che non avevano «accaontanato» alimenti scaduti, e che quindi probabilmente sarebbero finiti nel piatto dei clienti, o di un ristorante di Perugia che serviva acqua minerale che invece era acqua potabile «microfiltrata». Ci sono state anche denunce alla magistratura per violazioni penali. Tra queste il titolare di un ristorante di Perugia che utilizzava prodotti ittici congelati o surgelati senza che questo venisse indicato nel menù. Denunciato anche il titolare di un supermercato di Spoleto per «commercio di prodotti ittici risultati, alle analisi di laboratorio, invasi da parassiti». La denuncia è stata estesa anche all' importatore. C' è poi il caso di un panificio di Perugia il cui titolare è stato denunciato alla magistratura perchè produceva e vendeva pane «di farina insudiciata».






















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