BLITZFermata la banda delle rapine violente alle gioiellerie dell'Umbria. I malviventi sono tutti originari della Puglia
• 21 ottobre 2009 15:37
Quattro persone sono state bloccate dalla squadra mobile di Perugia perchè ritenute coinvolte, a vario titolo in tre rapine, due delle quali tentate, in gioiellerie della provincia di Perugia. Si tratta di persone tutte originarie della Puglia. Tre di loro sono state arrestate ieri mattina mentre tentavano una rapina in una gioielleria di Ellera di Corciano. La squadra mobile ha poi eseguito a Vipiteno il fermo di una quarta persona. Agiva senza armi ma con quella che gli investigatori hanno definito «una violenza inaudita» la presunta banda. In un caso la titolare di uno degli esercizi venne colpita al volto con un violento pugno e poi trascinata per i capelli. Immagini riprese dalla telecamere di sorveglianza in una gioielleria di Pierantonio, il 13 maggio scorso: si vede la donna intenta a mostrare dei preziosi a un cliente che però improvvisamente la colpisce, mentre un suo complice entra in azione. Un colpo non portato a termine - è stato spiegato - per l'intervento di un altro dipendente. Aveva invece fruttato un bottino di 250 mila euro un'altra rapina compiuta il 27 marzo a Bastia Umbra dove il titolare di una gioielleria venne malmenato riportando lesioni giudicate guaribili in 90 giorni per poi essere legato, come due clienti, e chiuso nel retro del locale. La squadra mobile perugina, diretta da Giorgio Di Munno, ha ricostruito il modo d'azione dei malviventi e così ieri mattina una pattuglia impegnata appositamente a Ellera di Corciano ha individuato un'auto sospetta. Gli agenti hanno quindi bloccato mentre stavano per entrare in una gioielleria Antonio Di Lena, 23 anni, considerato dalla polizia il capo della banda, e Vincenzo Del Zotti, 39, mentre nella vettura è stato fermato Nicola Battisti, tutti originari del brindisino. Sono stati arrestati per tentativo di rapina. Poco dopo è stato sottoposto a fermo a Vipiteno, dove lavorava come barista, Eros Rossi, 24 anni, anche lui originario della Puglia e ritenuto coinvolto nel tentativo di rapina di Pierantonio. Di Lena è invece accusato di tutti gli episodi






















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