CELEBRAZIONI POVERELLO D'ASSISIFini: San Francesco ci interroga sugli ultimi, sui poveri, sugli immigrati. 26 quintali d'olio dalla Basilicata per la lampada
• 02 ottobre 2009 15:44
«Francesco è un santo che interroga severamente la società moderna, per questo ho detto che è estremamente attuale il suo messaggio, perchè ci richiama al dovere di guardare costantemente e con grande attenzione alle fasce deboli, ai poveri, agli anziani e credo che oggi bisogna dire agli immigrati». Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sottolineato «l'attualità » del messaggio del santo di Assisi alla Camera, nel corso delle Celebrazioni del settantesimo anniversario della proclamazione di San Francesco d'Assisi a Patrono d'Italia. «Se si pensa a quanti secoli sono passati, ancora evidente appare l'attualità del suo messaggio - ha affermato il presidente della Camera - La continua esortazione al dialogo tra culture e l'incessante ricerca di un possibile e comune punto di incontro e di reciproco arricchimento tra i popoli rappresentano una speranza viva e forte per la nostra epoca». «Questa attenzione alla sofferenza degli ultimi può e deve integrarsi con quei principi di libertà economica e di progresso tecnologico che hanno permesso a milioni di persone di affrancarsi da storiche condizioni di povertà - ha detto - Anche un mondo come quello odierno, giustamente proiettato verso il massimo sviluppo possibile, ha bisogno di un supplemento di anima e validi valori umani». «Il mio auspicio - ha aggiunto - è che le Istituzioni e la società civile traggano ispirazione dall'eredità francescana e sappiano affermare i principi di civiltà e dialogo che la figura di San Francesco sa richiamare nelle nostre coscienze». «La figura del poverello di Assisi - ha affermato Fini - fa parte della memoria collettiva degli italiani ed è vivo esempio di amore verso il prossimo e verso la natura, simbolo costante della pace e della fratellanza. Il mondo di oggi ha più che mai bisogno di riaffermare questi valori, interiorizzandoli profondamente come misura dell'agire quotidiano». Il presidente della Camera nel suo intervento ha sottolineato «la rinuncia a ogni forma di potere e ricchezza» che «rappresentò e rappresenta tuttora uno 'scandalò fecondo e una sfida potente non solo per il suo tempo, ma anche per il nostro, che troppo spesso appare sedotto dai miti vuoti di un edonismo ingannevole e di un materialismo senza valori». Infine una citazione di papa Giovanni Paolo II e del vescovo di Terni, Vincenzo Paglia, che in due interventi descrissero la figura di San Francesco come «pacificatore» «tra le fazioni in lotta».
Saranno circa 26 i quintali di olio extravergine di oliva (prodotti da 70 frantoi lucani) che la Basilicata donerà ad Assisi (Perugia) per alimentare la lampada sulla tomba di San Francesco. Lo ha reso noto, in un comunicato dell'ufficio stampa della giunta regionale della Basilicata, l'assessore all'agricoltura, Vincenzo Viti. L'olio lucano alimenterà la lampada sulla tomba del Santo Patrono d'Italia da domenica 4 ottobre e per tutto il prossimo anno, e rappresenterà «il simbolo di fede - ha aggiunto Viti - a cui la Basilicata è chiamata. Si tratta di un prodotto dalle straordinarie qualità organolettiche che sarà donato anche a tre monasteri, il Sacro Convento di San Francesco, la basilica di Santa Maria degli Angeli e il protomonastero delle suore clarisse di Assisi, per le attività sociali e di assistenza ai bisognosi - ha concluso Viti - che questi istituti svolgono»






















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