Comunità montane, cresce la preoccupazione per il futuro
• 06 luglio 2010 16:33
Che
chiudere le Comunità montane sia la soluzione a tutti i mali del
mondo è ormai un refrain che piace molto a chi cerca consenso facile
anziché soluzioni reali ai problemi. Le cose però sono un po' più
complesse per le centinaia di lavoratori che, quotidianamente, si
prendono cura del territorio, bene fondamentale soprattutto per una
regione come l'Umbria, che si pregia del titolo di "Cuore verde
d'Italia". E' per questo che ieri sera, lunedì 5 luglio, in
un'assemblea molto accesa e partecipata a Collestrada, oltre 150
lavoratori della Comunità montana Monti del Trasimeno hanno discusso
con preoccupazione del proprio futuro, soprattutto alla luce dei
pesantissimi tagli che la manovra economica del Governo Berlusconi
imporrà anche all'Umbria (240 milioni di euro in due anni), con
inevitabili e forti ripercussioni anche sugli enti montani.
All'assemblea, nata per iniziativa di un gruppo di lavoratori, hanno
preso parte Massimo Bianchi, presidente della Comunità montana Monti
del Trasimeno, nonché dell'Uncem Umbria, Gianfranco Chiacchieroni,
consigliere regionale del Pd, Sara Palazzoli, segretaria generale
Flai Cgil Umbria e Mario Bravi, segretario generale Cgil Umbria.
Nel corso dell'assemblea, sia il presidente Bianchi che il consigliere Chiacchieroni hanno dimostrato disponibilità a dare vita ad un percorso comune con i sindacati. In modo particolare il presidente dell'Uncem regionale ha sposato l'idea di elaborare un documento comune con le organizzazioni dei lavoratori da sottoporre poi alla Regione, alla quale si chiede urgentemente un incontro per analizzare nel dettaglio la situazione e le prospettive per le Comunità montane dell'Umbria.
"Da parte nostra c'è la massima chiarezza - afferma Sara Palazzoli, della Flai Cgil dell'Umbria - noi difendiamo le Comunità montane, a prescindere da come le si vorrà chiamare in futuro, e soprattutto difendiamo i lavoratori e la loro competenza nella cura e nella salvaguardia di quel bene preziosissimo che è il nostro territorio".
"Questi sono lavoratori veri, che servono all'Umbria per tutelare e valorizzare il suo territorio montano, elemento fondamentale dell'identità della nostra regione - aggiunge Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell'Umbria - l'assemblea di ieri ha posto una serie di questioni importanti che la Cgil intende portare avanti nel confronto con le altre organizzazioni sindacali e con le istituzioni. Di fatti - conclude Bravi - la difesa e la valorizzazione del ruolo di questi lavoratori sarà uno dei primi punti del Piano per il Lavoro che la Cgil dell'Umbria sta elaborando".

