CONCORRENZA SLEALEA Deruta individuato un altro laboratorio tessile gestito da cinesi
• 22 aprile 2009 12:17
A pochi giorni dal ritrovamento di un laboratorio gestito da cinesi a Bettona, in modo illegale, ne viene fuori un altro, a Deruta. Si tratta di un laboratorio tessile nel quale lavoravano nove cinesi sei dei quali in nero e tre anche clandestini. Ad intervenire è stata stata la guardia di finanza a Deruta. Il titolare dell'attività è stato denunciato a piede libero per favoreggiamento e sfruttamento di immigrati clandestini. Sono stati sottoposti a sequestro l'immobile dove era stata allestita l'attività e tutti i macchinari rinvenuti all'interno. L'operazione è stata condotta dal gruppo tutela economia del nucleo di polizia tributaria di Perugia. Le fiamme gialle hanno sottoposto a controllo nella zona industriale di Deruta quella che inizialmente ritenevano un'attività manifatturiera gestita da un cittadino cinese con tre dipendenti. Il capannone è circondato da un'alta recinzione metallica e con le finestre oscurate da una pellicola di colore nero, come è solito trovare quando si tratta di un'azienda 'clandestina'. Il titolare, L.B. di anni 38, è un cinese originario della città di Zheijang, con regolare permesso di soggiorno ed i suoi operai provengono dalla stessa città. Gli accertamenti della guardia di finanza proseguono per la definizione dei vari aspetti fiscali e di quelli inerenti la normativa sul lavoro. Il controllo - ha riferito ancora la gdf - è stato operato con la collaborazione di due funzionari della Asl di Perugia, ufficio di Marsciano, che viste le precarie condizioni igieniche e di lavoro dovranno ora accertare natura e tipo delle violazioni alla normativa in materia di sicurezza sul lavoro. I primi riscontri riguardanti i materiali e i numerosissimi capi d'abbigliamento rinvenuti nel capannone hanno permesso alle fiamme gialle di accertare che si trattava di merce «in conto lavorazione», consegnata da varie ditte del perugino per rifinitura e completamento di maglie, giacche e cappotti da destinare alla successiva vendita. Le indagini proseguono per accertare l'effettiva genuinità dei marchi e delle etichette utilizzati






















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