CONGRESSO PD La mozione Marino si dice soddisfatta per i risultati dei circoli. Superata la soglia del 5%. Marinelli:"Ora dobbiamo crescere"
Lucia Caruso • 07 ottobre 2009 14:03
Grande soddisfazione per la mozione Marino che in Umbria con il 5,50% supera il risultato la soglia per andare alle primarie. “L’obiettivo è quello di crescere – dice Valerio Marinelli durante il suo incontro di oggi con la stampa – e siamo certi che alle primarie andremo ben oltre il 5%”.“Questa continua litigiosità – ci tiene a sottolineare il candidato alla segreteria regionale del Pd dell'Umbria della mozione Marino - che rimbalza sulle pagine dei nostri quotidiani locali e che ogni giorno alza sempre più l’asticella dello scontro, non fa per niente bene al partito. Soprattutto perché occorre ricordare, a chi forse lo ha scordato, che non siamo 3 partiti bensì un partito unico. Sarebbe bene – sostiene Marinelli – concentrarci sui contenuti della politica e sulla soluzione dei problemi ed evitare zuffe tra gruppi dirigenti che a nulla servono se non allontanare l’elettore.
Questa è una classe dirigente vecchia quando parla solo di se stessa, dunque il cambio generazionale diventa decisivo per un rinnovamento della politica e dei modi e metodi per riconnettersi alla società. Noi, come mozione, abbiamo scelto una strada diversa da quella di parlarsi addosso, noi abbiamo scelto di parlare con i lavoratori, con i precari, con i disoccupati, con gli studenti. Perché la nostra priorità è il cittadino che si pone al centro del nostro percorso di rinnovamento e diventa punto di partenza ed obiettivo di un nuovo modo di fare politica, che non solo riesca ad interpretarne esigenze e bisogni, ma che riesca soprattutto a risolvere concretamente i problemi. Il cittadino però, per noi, non può continuare ad essere consumatore passivo dei prodotti del mercato della politica, ma dev’essere decisore attivo nei nostri progetti, promotore delle nostre proposte. E nella nostra piattaforma programmatica è ben evidente il ruolo che deve avere, non più marginale, ma di protagonista nelle scelte. L’innovazione nei metodi è per questo sostanziale, innovazione che noi inizieremo a declinare attraverso i diversi Focus Group, nei quali indispensabile sarà la partecipazione del mondo della sanità, della scuola, della cultura, dell’arte, del volontariato, della produzione, della famiglia, che avranno il compito di elaborare proposte concrete per il Partito democratico dell’Umbria. Chiederemo a iscritti e non iscritti anche solo 10 minuti del loro tempo da poter spendere per il progetto del Partito democratico. Gireremo tutta l’Umbria per poter incontrare i diversi spaccati sociali e comprendere le loro difficoltà, perché la nostra regione è fatta di tanta gente diversa, di territori con problemi diversi, e solo entrandoci in stretto contatto possiamo interpretarne le esigenze. Poi abolendo monopoli e corporativismi vogliamo mettere le basi per una società nuova che si edifichi nel merito, nella qualità, nella competenza e nella conoscenza.
Tutto questo noi lo stiamo già facendo ma vogliamo allargare le prospettive di un partito che è stato troppo spesso serrato nella stanze del Palazzo a guardare da lontano ciò che accadeva senza comprenderne l’essenza. Noi non ci siamo accomodati e mai ci accomoderemo su comode poltrone. Noi saremo tra la gente, come abbiamo sempre fatto, perché lì è il nostro posto, con la certezza che da sempre ci guida, che una nuova cultura del Pd, in Umbria come in Italia, è possibile.”






















Commenti
Si vuole il cambiamento ma, di fondo per certezze individuali, non si vogliono scelte nuove, scelte con persone di spessore, di intelletto e di sapere che si espongono, mentre c'è chi li accusa di non essere "del mestiere" e quindi non dovrebbero meritare attenzione.
Si deve concludere che il cambiamento chi lo deve fare? Coloro che hanno avuto sempre l'opportunità di rivestire ruoli ad alto livello istituzionale o che affiancavano chi rivestiva alti livelli istituzionali; ed ora eccoci qua, con un Italia che soffre... di indubbie conquiste fatte ma anche di errori passati.
Cambiare, forse non significa invece dare spazi ad altre voci, teste, intelligenze, che provengono da esperienze utili ed indispensabili a tutti, o alla fine si deve subire la sopraffazione dello stra-potere sempre agli stessi, sempre tutti gli stessi, sempre troppo tutti uguali.
Andreina Mezzacapo
consigliere municipalità di mestre