Duro comunicato dell'UGL: "Perugia, pubblica “insicurezza”
• 07 aprile 2010 14:02
Ecco il comunicato stampa del Sindacato UGL sui recenti episodi di violenza avvenuti in centro a Perugia e che hanno visto coinvolte due volanti della Polizia, prima accerchiate e poi "assaltate" con bottigliate ed altro, da un nutrito gruppo di teppisti.
"Non si speculi sulla paura. Fomentare ideologiche reazioni contro la presunta militarizzazione di Perugia serve solo ad aumentare il senso di smarrimento. L'uso dei soldati per garantire la sicurezza dei cittadini non è un rimedio. La sicurezza partecipata delle ronde e i sistemi di videosorveglianza non sono la soluzione. Democrazia, sicurezza e legalità non sono mai in contrapposizione - dichiara il Segretario Confederale Regionale dell'Ugl Umbria, Enzo Gaudiosi - Quanto accaduto sabato sera contro la polizia è un fatto gravissimo e inaccettabile, è il sintomo di una situazione sempre più fuori controllo, che lede la dignità professionale di tutti gli agenti e che sacrifica il diritto alla sicurezza dei cittadini. In un orizzonte sempre più precario e preoccupante, aggravato dalla crisi economica, servono politiche coordinate e mirate per la sicurezza nella nostra regione.
E' responsabilità delle pubbliche autorità e della politica far sì che gli agenti non siano attaccati e vilipesi. I cittadini non possono essere scavalcati ancora una volta attraverso il ricatto dell'emergenza, che giustifica summit e non risolve il problema. Perugia da centro dello spaccio di stupefacenti rischia di trasformarsi nel capoluogo delle emergenze. La normale attività di sicurezza nel territorio sta ormai assumendo carattere di emergenzialità. Il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini sono e devono restare appannaggio delle forze di polizia e non per grazia ricevuta ma perché sono addestrati a farlo. Le frange di teppisti possono e devono essere fronteggiate con personale di polizia specifico, con reparti operativi di pronto impiego per la tutela dell'ordine pubblico.
L'istituzione del Reparto Mobile in Umbria è adatto a tale scopo. Il reparto mobile, come già per altre 12 province italiane, permetterebbe l'impiego di agenti appositamente addestrati a prevenire e reprimere, laddove necessario, i comportamenti antisociali in tutto il territorio regionale, non solo sulle scalette del Duomo di Perugia. La sicurezza potrebbe così beneficiare di almeno 30 uomini in più. Un incremento di personale non secondario, vista l'attuale carenza degli organici pari al 35% e il blocco del turn over. Un risparmio di risorse significativo visto il dislocamento del personale da Roma e da Firenze nel nostro territorio, costretto a turni massacranti. Agenti spediti come pacchi postali da una città all'altra per coprire i buchi degli organici, sottoposti a turni straordinari perché il pernottamento in albergo non conviene.
Le frange di teppisti, come le chiama il sindaco Boccali, vanno fermate non con la mera repressione ma con la prevenzione. Contro l'abuso di alcolici e di droga può vincere soltanto una cultura che rimetta al centro la persona e la sua dignità. Il nichilismo imperante tra i giovani è ormai allarmante e richiede soluzioni incisive a livello sia istituzionale che scolastico. Sabato questa minoranza di esagitati e rissosi, come racconta il sindaco, erano ubriachi non per la complice tolleranza di alcuni gestori commerciali che fanno il loro lavoro, onesti contribuenti che ora subiscono anche la ricaduta negativa sia d'immagine che economica.
Ormai la pubblica sicurezza è allo stremo. L'ordine pubblico oggi è fronteggiato con personale della Questura formato per garantire altri servizi. Agenti, tra cui molte donne, che negli anni hanno subito aggressioni in servizio. Aggressioni gravi e invalidanti. La sicurezza è stata finora sacrificata sull'altare delle priorità indicate dalla politica sia locale che nazionale, lontana dalle richieste dei cittadini. Siamo ad un passo dal collasso e il tutto avviene nella confusione generale delle Istituzioni e dei partiti. Ormai l'ordine pubblico è affidato al buon senso delle forze dell'ordine, dei singoli agenti. Si trascura la gestione ordinaria della sicurezza a favore dell'immagine e degli annunci. Uno spettacolo triste che non onora né la Regione nè il Paese.






















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