EDITORIALEI cacciatori Umbri hanno dovuto soffrire un giorno ma da domani potranno riprendere l’attività venatoria
Valentino Filippetti • 01 settembre 2009 18:37
Si tratta di 40.000 appassionati dei quali tre quarti nella Provincia di Perugia. Come tutti gli anni, i mesi precedenti sono stati contrassegnati dalle polemiche sul calendario venatorio e sulle misure per il contenimento dei cinghiali. Ma alla fine si è trovato il compromesso e tutti si sono dedicati al rinnovo di licenze e tesserini e alla preparazione dell’equipaggiamento. In realtà i piu’ volonterosi già da giorni si alzavano di buon mattino per provare i cani o per vedere dove si “rimettevano” i palombacci confermando una antica passione che fa della nostra regione una delle piu’ “venatorie2 d’Italia. L’assessore regionale al ramo Bottini ha indirizzato un augurio “ affinchè l’avvio della stagione venatoria in Umbria sia per tutti i cacciatori una giornata serena e gratificante, all’insegna del divertimento e nel pieno rispetto delle regole”.
“ “L’attività venatoria, profondamente sentita e radicata in tutto il territorio umbro – prosegue l’assessore - è stata anche quest’anno preparata accuratamente, cercando di risolvere le diverse problematiche del settore in maniera partecipata e concertata. Il metodo di lavoro che abbiamo seguito come Assessorato ha visto il massimo coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Pur presentandosi inevitabili difficoltà per trovare punti di sintesi in una materia così complessa, sono state sempre assunte decisioni ampiamente condivise. La stagione venatoria che sta per iniziare deve quindi servire da stimolo per migliorare in futuro. Anche prevedendo – dice Bottini - nuove forme di coinvolgimento del mondo venatorio per affrontare il complesso delle questioni in modo sempre più adeguato ed efficace”.
A livello nazionale, “va seguito con particolare attenzione – rileva l’assessore regionale - il dibattito attorno all’ipotesi di modifica di una legge ‘cardine’ del mondo venatorio, la 157/92”. Va affrontata, inoltre, “la delicata questione delle deroghe alla direttiva Europea 79/409/CEE, con l’auspicio di poterla chiarire in modo definitivo. In riferimento a questo – sottolinea Bottini - la Regione Umbria ha agito con la massima correttezza ed efficacia, per adeguarsi alle indicazioni della Comunità Europea ed evitare pesanti sanzioni, attivandosi per raccogliere un notevole quantitativo di dati sulle popolazioni di avifauna presenti tramite il proprio Osservatorio faunistico regionale. Per poter essere utilizzati – conclude l’assessore regionale alla Caccia - i dati raccolti devono essere necessariamente ‘amalgamati’ con quelli eventualmente acquisiti da altre Regioni, come l’Umbria ha più volte sollecitato e la Regione tornerà ad attivarsi affinché questo si concretizzi”.






















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