Enti locali, Pd presenta legge d’iniziativa popolare per l’attuazione del federalismo fiscale: “Diamo ossigeno ai territori favorendo i Comuni virtuosi”
• 17 maggio 2010 15:43
Restituzione dell'Ici, incentivi alla gestione associata dei servizi e premi per le amministrazioni virtuose. Il Partito democratico lancia l'allarme sullo stato finanziario degli enti locali e presenta una proposta di legge d'iniziativa popolare, i cui contenuti sono stati illustrati questa mattina alla sala partecipazione di Palazzo Cesaroni a Perugia da Claudio Martini, ex presidente della regione Toscana e responsabile nazionale del Pd per gli enti locali. L'appuntamento rientrava nel programma della giornata nazionale di mobilitazione sullo stato finanziario di Comuni e Province intitolata "Sveglia! Diamo ossigeno ai territori".All'incontro, organizzato del Pd dell'Umbria, erano presenti Lamberto Bottini, segretario regionale del partito; Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria; Marco Vinicio Guasticchi e Feliciano Polli, presidenti delle Provincie di Perugia e Terni; Wladimiro Boccali e Leo Di Girolamo, sindaci di Perugia e Terni. In tutti gli interventi è risuonato il grido d'allarme sullo stato dei bilanci degli enti locali, che, "malgrado in Umbria godano di conti pienamente in equilibrio, hanno chiuso i propri bilanci solo grazie a grandi sacrifici".
"In tutta Italia - ha spiegato Claudio Martini - sono in corso in questo momento analoghe iniziative di mobilitazione sullo stato finanziario degli enti locali. Il Pd coglie questa occasione per presentare ufficialmente una proposta di legge d'iniziativa popolare per sostenere i cittadini e le imprese, con un allentamento del patto di stabilità interno finalizzato agli investimenti e alla coesione sociale. La proposta di legge - ha sottolineato - cade in una settimana decisiva per il futuro dei conti pubblici italiani, che saranno investiti da un nuova manovra finanziaria e dalle decisioni sul federalismo fiscale. Non chiediamo l'abolizione del patto di stabilità interno, ma una sua rimodulazione che possa aiutare l'economia e salvaguardare il livello dei servizi. Il Governo, mentre annuncia una manovra finanziaria pesante per far fronte ad una crisi che ha sempre negato, continua, nel suo rapporto con gli enti locali, a dimostrarsi centralista ed accentratore, pur portando avanti una propaganda sul federalismo fiscale che fino ad ora ha nei fatti ben poco di chiaro".
"Il Governo ignora e svilisce quegli enti locali che hanno conti in equilibrio - ha detto Lamberto Bottini - I tagli senza criterio fatti in questi anni a scuola, università, ambiente e politiche socio-sanitarie sono ricaduti in gran parte sugli enti locali, che nella prossima manovra annunciata da Tremonti non vedranno ancora risolta la questione della restituzione dell'Ici, decisiva per la tenuta dei bilanci".
Marco Vinicio Guasticchi, ricordando l'appuntamento di venerdì 21 maggio a Perugia in cui si terranno gli Stati generali dell'Italia centrale, si è detto preoccupato per la scelta di "una manovra finanziaria che, agendo su pensioni e redditi, ridurrà il potere di acquisto delle famiglie rallentando i consumi. Mettere alle corde finanziariamente gli enti locali - ha chiarito - pone in discussione la loro stessa autonomia, con aspetti preoccupanti anche per l'assetto plurale e democratico del Paese".
Feliciano Polli ha affrontato la questione dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, che il Governo dice di aver velocizzato, quando in realtà le impedisce a causa dei vincoli del patto di stabilità. "Vincoli validi per le realtà virtuose, ma assenti di fatto per chi ha dissesti e gode di aiuti diretti da parte del Governo".
Vladimiro Boccali ha accennato anche con esempi diretti alle difficoltà che il patto di stabilità provoca nel Comune di Perugia: "è un governo federalista a parole ma centralista nei fatti, che è del tutto inadempiente rispetto alla vicenda della restituzione del gettito dell'Ici, che ha ridotto le possibilità di utilizzo della ‘Bucalossi' e che trattiene a se risorse importanti come quelle dei fondi aree sottoutilizzate (Fas)".
Leo Di Girolamo ha detto che "per quanto riguarda l'imposizione fiscale, l'unica leva ancora attivabile per chi non l'ha già fatto è quella della Tarsu. Per il resto per chiudere i bilanci nel 2010 non era possibile far altro che tagliare, stando attenti a non intaccare i servizi alle persone".






















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