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IL CASOSvolti i funerali del carabiniere Andrea Angelucci. Il saluto del vescovo di Foligno: "Grazie per averci custodito facendoci scudo con la tua vita". Ecco tutti i particolari

• 03 ottobre 2009 18:37

Si sono svolti oggi i funerali solenni del maresciallo dei carabinieri Andrea Angelucci, morto in un posto di blocco dopo essere stato investito da un’auto in fuga. Le esequie si sono svolte nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Spello, comune del quale il carabiniere era originario. Tante le persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto al sottoufficiale, sia all’interno che all’esterno della chiesa, dove sono stati installati degli altoparlanti. In chiesa erano presenti la madre Rosella, il padre Dario, il fratello Daniele e la fidanzata Sara. Hanno partecipato anche il comandante generale dell'Arma Leonardo Gallitelli e la presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti. Un lungo applauso ha accolto la bara coperta dalla bandiera tricolore e portata a spalla dai colleghi. Un picchetto in armi ha tributato gli “onori ai caduti” al suono del silenzio. A Spello oggi è stato proclamato il lutto cittadino.

Le parole del vescovo di Foligno. “Un delitto che ha spezzato una giovane vita, annientato una famiglia, mutilato l'Arma dei carabinieri e offeso la dignità di tanta gente buona”. Così il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, durante la celebrazione dei funerali. “Grazie per averci custodito facendoci scudo con la tua vita. - ha aggiunto il vescovo - Grazie Andrea, meriti l'abbraccio di Dio ma anche l'applauso della comunità”.

Eseguita l'autopsia. È stata eseguita stamani all'ospedale di Foligno l'autopsia sul corpo del maresciallo dei carabinieri Andrea Angelucci, morto dopo essere stato travolto a un posto di blocco sulla montagna folignate. L'esame avrebbe confermato che il sottufficiale è morto per le lesioni subite quando è stato investito. Oggi pomeriggio alle 15.30 sono in programma i solenni funerali del maresciallo Angelucci nella chiesa di santa Maria Maggiore di Spello.

La vicenda. Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio di giovedì. Un uomo a bordo di un auto viene fermato ad un posto di blocco, neppure il tempo di fare avvicinare gli agenti e riparte dando gas all'auto, travolgendo e ferendo i due carabinieri. Riparte la corsa, direzione Colfiorito. La sua auto viene individuata, quindi travolge un altro posto di blocco, ammazza un agente e riprende la fuga conclusasi oggi con l'arresto a Modena. Questa la cronaca sommaria dell'accaduto. Ma vediamo i particolari.

Nel primo pomeriggio di giovedì, nella zona di Foligno, una pattuglia di carabinieri nell'ambito di un normale servizio di controllo intima l'alt ad una grossa auto di colore scuro che si ferma. E' però improvvisamente ripartita sfiorando i due carabinieri che si sono prontamente spostati evitando di essere investiti. L'auto è poi risultata rubata a Cesena. Percorre contromano circa cinque chilometri della strada a quattro corsie 77 Valdichienti, da Foligno a Sant'Eraclio, inseguita dalla polizia stradale, la Bmw guidata dal fuggitivo. Attivate subito le ricerche con posti di blocco in tutta la regione ed un elicottero che sorvola per individuare il malvivente. Alla vista dell' elicottero l' uomo lascia l' auto e scappa a piedi in mezzo ai boschi. Si organizza subito una battuta anche con l'impiego di unità cinofile e, in serata, intorno alle 21:30, l'auto ricercata viene individuata in una strada di campagna della zona montana di Colfiorito al confine tra Umbria e Marche. Quando è ormai buio, un Suv di colore nero Bmw-x-five, anche questo risulterà rubato,  forza uno dei posti di blocco proprio nella zona di Colfiorito, investendo il maresciallo Andrea Angelucci. Della Bmw il presunto autore dell'investimento si era impossessato nei pressi di Colfiorito dopo avere abbandonato una Ford Focus risultata rubata a Cesena nella quale i carabinieri poi troveranno i documenti e gli indumenti che porteranno a individuare Rocco Varanzano. Anche in questo caso quindi la vettura non si è fermata all'alt ed ha travolto il maresciallo riuscendo a fuggire. Il sottufficiale è stato trasportato all'ospedale di Foligno in gravi condizioni e sottoposto ad intervento chirurgico ma è morto intorno alle 4 di stamani. Per tutta la notte sono proseguite le battute delle forze di polizia, che, come detto, al momento hanno avuto esito negativo. Sembra che nell'auto investitrice ci fosse una sola persona. Sono due quindi le auto, entrambe rubate, che hanno forzato i due posti di blocco ferendo nel primo in modo lieve due carabinieri e poi nel secondo investendo mortalmente il maresciallo Andrea Angelucci. La Bmw sarà quindi intercettata ad un posto di blocco in largo Garibaldi a Modena. Il conducente ha provato a forzare anche questo posto di blocco, ma  gli agenti hanno esploso alcuni colpi d'arma da fuoco contro gli pneumatici dell'auto che poco dopo è stata bloccata in via Ancona

L'accusa. È per omicidio volontario il fascicolo aperto dalla Procura di Perugia dopo l'uccisione del carabiniere Andrea Angelucci. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Manuela Commodi. Il magistrato ha seguito per tutta la notte sul posto l'evolversi della situazione. Sta ora valutando se disporre l'autopsia sul corpo del carabiniere. Sono stati alcuni indumenti e sembra dei documenti gli elementi che hanno portato i carabinieri sulle tracce dell'uomo. Sembra che l'uomo fermato, Rocco Varanzano, avesse un fratello in provincia di Perugia e forse una convivente nel capoluogo umbro. Dagli accertamenti è emerso che era stato scarcerato nel marzo scorso.

Il cordoglio

La madre

"Povero angelo mio, me lo hanno ammazzato ed era tanto buono". Lo ha detto la mamma del maresciallo ucciso mentre con il marito ed altri parenti era nella sala d' attesa dell' obitorio dell' ospedale di Foligno. Poi, poco dopo le 11, è stata aperta per loro la porta dell' obitorio. La salma era ancora su una barella. La mamma si è chinata ad accarezzare il viso del figlio. "Come sei freddo, adesso ti riscaldo io", diceva tra le lacrime. Ed ancora "come sei bello, come sei buono e ti hanno ammazzato". I congiunti del maresciallo non hanno invece voluto parlare con i giornalisti. Erano appena arrivati da Spello dove i genitori del sottufficiale ucciso vivono in via Alfonsine, nella parte bassa della città. A Spello vive anche il fratello Daniele che lavora come geometra in uno studio tecnico locale

Il presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, «appresa con profonda tristezza la notizia del tragico evento in cui in provincia di Perugia, nell'espletamento del servizio, ha perso la vita il Maresciallo Capo Andrea Angelucci, travolto da un veicolo che ha forzato un posto di blocco, ha fatto pervenire al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale Leonardo Gallitelli e all' Arma le espressioni di partecipe cordoglio e la solidale vicinanza, pregandolo di rendersi interprete di tali sentimenti nei confronti dei familiari della vittima e di far giungere al Brigadiere Carmelo Infuso e al Vice Brigadiere Luigi Beltempo, rimasti feriti in analoga, precedente circostanza operativa, i più fervidi auguri di pronta guarigione». Lo rende noto il Quirinale in un comunicato.

Il presidente della Provincia

«Profondo cordoglio»  è stata espresso dal Presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi. «Provo dolore e sgomento - ha detto il presidente - per questo atto terribile che ha colpito l'Arma dei Carabinieri, sempre in prima linea per difendere la sicurezza dei cittadini, ed ha colpito la famiglia del carabiniere ucciso. Alla famiglia voglio esprimere tutta la mia vicinanza. Apprendo dalla stampa che il presunto omicida è stato fermato e, per questo, va un plauso alle forze dell'ordine per il lavoro svolto». Il Presidente della Provincia ha inviato un telegramma di cordoglio al Generale Claudio Curcio, Comandante della Regione Umbria dei Carabinieri

Il ministro Maroni

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha inviato al comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, un telegramma nel quale esprime il proprio «cordoglio alla famiglia del maresciallo Andrea Angelucci, deceduto questa notte, dopo essere stato investito durante un servizio di controllo». Lo rende noto il Viminale

Il ministro per le Politiche europee

Voglio esprimere la mia partecipazione al lutto e le mie più sincere condoglianze alla famiglia del Maresciallo dei Carabinieri, Andrea Angelucci, investito e ucciso ad un posto di controllo in provincia di Foligno nel tentativo di intercettare un'auto rubata». È quanto sottolinea, in una nota, il ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, precisando che «ancora una volta l'Arma paga un pesante tributo di sangue nella propria instancabile e insostituibile opera al servizio dei cittadini e della sicurezza del Paese». «Nel rinnovare i miei ringraziamenti a questa gloriosa istituzione, in questo momento di dolore mi stringo ai congiunti del maresciallo Angelucci», aggiunge Ronchi cogliendo l'occasione per «esprimere al brigadiere Carmelo Infuso ed al vice brigadiere Luigi Beltempo, rimasti feriti poche ore prima in una circostanza analoga, l'augurio per una pronta e completa guarigione e la mia vicinanza alle loro famiglie».

La parlamentare umbra

La parlamentare umbra Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd, ha detto di essere «vicina alla famiglia del maresciallo Andrea Angelucci che ha perso la vita mentre svolgeva il suo dovere per le strade della nostra, della mia, città, per la sicurezza di tutti i folignati. Mi auguro - ha proseguito - che gli altri due carabinieri feriti, di cui uno in maniera grave, tornino presto ai loro affetti. Mi auguro anche che il responsabile sia individuato e assicurato alla giustizia e che alle forze dell'ordine vengano date le risorse necessarie, come chiediamo da tempo, per svolgere in sicurezza il loro lavoro».

Il presidente del Consiglio regionale

«Profondamente colpito dalla gravissima azione criminale che ha provocato la morte del maresciallo dei carabinieri Andrea Angelucci e il ferimento di due militari, esprimo a nome dell'Assemblea legislativa profondo cordoglio, solidarietà e vicinanza all'Arma dei carabinieri e alla famiglia del caduto, e auguri di pronta guarigione ai feriti». Il presidente del Consiglio regionale dell'Umbria, Fabrizio Bracco, nell'esprimere al generale Claudio Curcio, comandante della Regione Carabinieri «Umbria», la «partecipazione piena» dell'Assemblea, ha sottolineato come «ancora una volta l'Arma dei Carabinieri paga un prezzo altissimo nell'esercizio della sua funzione di contrasto della criminalità e di tutela dei cittadini. Ai carabinieri della Compagnia di Foligno che perdono un collega e ai militari dell'Umbria - conclude - giunga l'abbraccio affettuoso e il sostegno pieno della nostra istituzione»

Il presidnete della Giunta regionale

«Voglio esprimere i sentimenti di dolore e cordoglio che tutta l'Umbria sta provando in questi momenti per la morte di Andrea Angelucci». Lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti. «Sono vicina innanzitutto alla famiglia e a tutta l'Arma dei Carabinieri - ha proseguito - che, ancora una volta, vede cadere un suo uomo impegnato nell'esercizio del suo dovere, per difendere l'incolumità e la sicurezza dei cittadini. Altre parole, in questo momento, risulterebbero retoriche e fuori luogo. Sento la necessità, in queste ore - ha concluso - di rinnovare a tutti gli umbri l'invito a collaborare con le forze dell'ordine affinchè la loro difficile opera per garantirci tranquillità e sicurezza sia sempre più efficace e incisiva»

Il ministro della Difesa

Cordoglio del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per la morte del sottufficiale dei Carabinieri Andrea Angelucci, «investito durante un'attività di servizio a Foligno». «La notizia del decesso del maresciallo capo Andrea Angelucci, proditoriamente investito durante l'esecuzione di un posto di controllo a Foligno, mi ha profondamente colpito», ha scritto La Russa in un telegramma al comandante generale dell'Arma, Leonardo Gallitelli. «In questa tristissima circostanza - aggiunge - voglia accogliere i sentimenti di sincero cordoglio delle Forze armate e la mia sentita personale partecipazione al gravissimo lutto che ha colpito l'Arma dei Carabinieri. Voglia far pervenire al brigadiere Carmelo Infuso ed al vice brigadiere Luigi Beltempo, rimasti precedentemente feriti in analoga circostanza, gli auguri di pronto e completo ristabilimento ed alle loro famiglie le espressioni della mia particolare vicinanza».

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