Il Rinascimento italiano in mostra a Seoul Taglio del nastro per le opere di Stefano e Francesca Lazzari.
• 18 dicembre 2009 13:21
Ricreare la bottega dei maestri pittori che hanno reso famoso in tutto il mondo il Rinascimento italiano. È questo lo spirito che anima le opere di Stefano Lazzari, l'artista tifernate che sta esponendo a Seoul presso il "Seoul Art Center" il più prestigioso della capitale sud coreana, opere che riproducono quelle dei grandi maestri come Giotto, Raffaello, Michelangelo, Pinturicchio, Piero Della Francesca. Le oltre 50 opere rimarranno esposte fino al 21 febbraio 2010, ma poi la mostra proseguirà a Pusan e Daejon terminando nuovamente a Seoul. 500 mila le presenze previste per l'evento inaugurato nel pomeriggio di giovedì alla presenza di una folta delegazione italiana formata da rappresentanti delle istituzioni e dalle massime cariche politico culturali coreane. Uno spettacolare taglio del nastro cui hanno partecipato le oltre venti autorità presenti, ognuna delle quali in maniera attiva indossando guanti bianchi (in segno di rispetto per il lavoro svolto). La mostra è stata preceduta da una conferenza stampa alla presenza delle maggiori testate coreane. Mentre il momento dell'inaugurazione e la prima visita ufficiale dell'esposizione sono stati trasmessi in diretta sul canale nazionale coreano Cts. Per l'Italia erano presenti l'assessore provinciale di Perugia Giuliano Granocchia (in rappresentanza del Presidente Marco Vinicio Guasticchi costretto a rimanere in Italia per sopraggiunti impegni istituzionali), Marina Mattei direttrice dei musei capitolini di Roma, Giancarlo Cintioli della Regione Umbria, Aldo Cicinelli, Giovanni Luca Delogu della Sovrintendenza rispettivamente di Urbino e Perugia, Rossella Cestini, assessore alla Cultura del Comune di Città di Castello, in rappresentanza del sindaco Fernanda Cecchini. Per la Corea c'erano Jae-Heung Lee, direttore dell'Asia Museum nonché curatore della mostra di Lazzari, l'ambasciatore italiano Massimo Andrea Leggeri, la direttrice del Seul Art Museum. Il momento di oggi giunge al termine di tre anni di lavoro che ha impiegato centinaia di persone tra italiani e coreani. "Questo evento è un mio grande sogno - ha affermato Heung Lee - ovvero portare in Corea opere del Rinascimento italiano. Impresa possibile grazie al lavoro di Lazzari che le ha fedelmente riprodotte". L'arte di Lazzari - che ha una bottega insieme alla sorella Francesca e al padre Romolo - è la pictografia, "una tecnica - ci spiega l'artista emozionato dai tanti riflettori accesi su di lui - che cerca di ricalcare il metodo di lavorazione tipico del Rinascimento utilizzando delle tecnologie che aiutano a ricreare la base su cui lavorare. Con questa mostra - ha continuato - siamo riusciti, per esempio, a far ammirare gli affreschi della Cappella Sistina ad altezza d'uomo in modo da apprezzarne appieno l'essenza dei colori con la giusta luminosità". "Ho appoggiato subito questi lavori - ha affermato Mattei - benché non fossero romani, in quanto credo che i grandi musei italiani ed internazionali debbano collaborare per la sperimentazione. Ed il momento di oggi ne è un esempio, nel senso di ricostruire il filo della bottega, per capire i materiali utilizzati e come si lavorava effettivamente al suo interno". "Questo evento - sono le parole di Granocchia - è la dimostrazione della vitalità dell'artigianato artistico applicato alle più alte manifestazioni dell'arte rinascimentale italiana. La nostra presenza - ha continuato - deve essere un veicolo capace di realizzare stretti legami di cooperazione con questo Paese in grande crescita nonostante la crisi internazionale. L'evento della mostra è reso possibile, oltre che dall'impegno istituzionale, dalle particolari capacità professionali della "bottega tifernate", attraverso la riscoperta delle antiche tecniche dell'affresco rinascimentale. Il tutto unito alle capacità artistiche di giovani che nella bottega lavorano. Il nostro impegno - ha proseguito l'assessore - era e deve essere quello di rafforzare ancora di più i legami con le istituzioni italiane presenti in Corea e con i potenziali partner di questo paese per far sì che questa realtà diventi un'ulteriore occasione dove far conoscere le imprese artigiane della nostra provincia". L'assessore si è complimento, infine, per "la calorosa ospitalità nei nostri confronti".






















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