IN PICCHIATALe richieste di cassa integrazione lievitano a dismisura, cresce la disoccupazione e la mobilità. Questi gli scenari preoccupanti dell'Umbria, delineati dall'Inps
• 23 luglio 2009 15:16
Sono dati che fanno preoccupare quelli fotografati dall'Inps e che parlano di una Regione che versa in una reale condizione di crisi. Nonostante la svalutazione e l'abuso che di questo termine si è fatto in questi mesi, non c'è altra parola che possa meglio rappresentare la situazione economica e per i risvolti che determina sociale, della nostra comunità regionale. Certo ci sono piccoli segnali di ripresa ma che in uno scenario così debole, sembrano non avere la forza di fare rialzare la china. I dati che maggiormente preoccupano e che leggeremo nei dettalgi sono quelli riferiti alla cassa integrazione, con cifre (percentuali) stellari di crescita rispetto all'anno precedente, ma anche quelli relativi alla disoccupazione ed alla mobilità. Insomma le imprese fanno ricorso allo stato per dare sostegno ai lavoratori che vengono sospesi dai cicli produttivi, l'occupazione è un dramma sempre più crescente, l'inquadramento lavorativo, ovvero la sicurezza dei contratti pressoché una chimera e a chi va in mobilità viene chiesta più formazione poichè non è possiblie "prevedere" attraverso quali strumenti e decisioni le imprese umbre usciranno dalla crisi. Questo, in estrema sintesi il quadro tracciato dall'Inps.
Ma vediamone i dettagli
E' in aumento, nei primi sei mesi dell'anno, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. Gianpaolo Cianchetta, direttore regionale dell'Inps Roberto Silvestri, presidente del comitato dell'Umbria, hanno spiegto che le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate nel primo semestre dell'anno sono cresciute del 382,3 per cento rispetto all'analogo periodo del 2008, mentre quelle della "straordinaria" è cresciuta del 166,5 per cento. Quanto a quella in deroga le domande presentate in Regione, al 15 luglio scorso, sono state 720 e riguardano circa 7.000 lavoratori (+149 per cento rispetto al 2008).
Quante di queste sono state accolte
Riguardo alle 720 domande di cassa integrazione in deroga, 457 sono state accolte e, in seguito a questo provvedimento, 171 aziende hanno presentato all'Inps le domande per l'erogazione dei fondi (59 quelle già definite). Per quanto concerne le domande di cassa integrazione ordinaria, le domande presentate in Umbria nel primo semestre del 2009 sono cresciute del 46,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Segnali di crescita
La crescita maggioreè stata registrata sul territorio di Terni, più 78,2%, mentre Perugia ha fatto registrare un più 32,5%. Il numero è stato crescente nel primo trimestre e decrescente nel secondo. In base ai dati dell'istituto di previdenza, nell'industria le ore di cassa ordinaria autorizzate sempre nel primo semestre del 2009 sono cresciute del 1.009,8%, mentre quelle nell'edilizia del 91,7%. Dato quest'ultimo di particolare interesse, secondo Silvestri, in vista anche di un possibile ulteriore aggravio legato alla fine della ricostruzione post-terremoto.
Disoccupazione
In crescita pressochè uniforme nelle due province il dato legato alla disoccupazione con le prestazioni ordinarie cresciute del 103,2%. Aumentano anche i dati relativi alla mobilità, settore nel quale l'Inps ha liquidato nel primo semestre il 29,9% in più di pratiche rispetto all'anno precedente, con la provincia di Perugia che ha fatto registrare un più 41,6%. Silvestri ha ricordato che il Comitato regionale ha già deciso di istituire un gruppo che vigili sull'andamento della crisi e sull'erogazione degli ammortizzatori. Ha poi parlato di "risorse che devono essere date il più velocemente possibile ai lavoratori i quali si devono però impegnare nella formazione perchè non sappiamo come le aziende umbre usciranno dalla crisi". "Per velocizzare le pratiche è strategico procedere alla informatizzazione" ha sottolineato Cianchetta che ha evidenziato come solitamente le ore di cassa integrazione effettivamente utilizzate dalle aziende siano di meno rispetto a quelle richieste: "Resta da capire se questa differenza è legata a un miglioramento economico delle attività o a un allontanamento dei dipendenti". Il direttore regionale ha infine annunciato che l'Inps "sarà pienamente operativa" anche a luglio e ad agosto. "Non ci dimentichiamo mai - ha concluso - dei lavoratori che a fine mese non prendono lo stipendio"






















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