ISTITUZIONIRossi presenta bozza di riforma legge elettorale in commissione: "Disponibilità a discutere per ampio consenso"
• 16 settembre 2009 16:56
Sulla legge elettorale per il rinnovo del consiglio regionale dell'Umbria nella prossima primavera, c'è una prima proposta scritta di natura informale che di fatto confermerebbe la legge esistente modificandola in alcune parti essenziali. L'ha presentata stamani nella commissione per la riforma dello statuto, il capogruppo del Pd, Gianluca Rossi. Lo stesso Rossi - riferisce un comunicato della Regione - ha precisato che non si tratta di una proposta di legge già strutturata, intesa come atto unilaterale del Pd, ma di modifiche e correzioni da apportare alla legge attuale, e rispetto alla quale «c'è disponibilità a discutere con tutti i gruppi politici per raggiungere il più ampio consenso possibile». Su questa base la commissione ha deciso alla unanimità di riconvocarsi per lunedì prossimo, alle 12, per trasformare il documento del Pd, distribuito a tutti i consiglieri, in una eventuale proposta di legge da portare in tempi brevi ai voti del consiglio. Gianluca Rossi, rivendicando al partito di maggioranza relativa il diritto di assumere l'iniziativa politica, anche in considerazione dei tempi molto ristretti che restano da oggi alle prossime elezioni regionali e dell'evidente impossibilità a fare una nuova legge, ha illustrato le ipotesi di modifica partendo da alcuni punti definiti «imprescindibili», e cioè: elezione diretta del presidente della giunta, 30 consiglieri più lo stesso presidente eletto, in luogo dei 36 previsti dallo statuto, assegnazione dei consiglieri su base provinciale con l'impegno a riequilibrare il peso dei due territori, preferenza singola. Invece tra le questioni aperte sulle quali discutere, Rossi ha elencato la possibilità di eleggere prioritariamente i candidati presidenti delle coalizioni perdenti che abbiano comunque conseguito un seggio, la possibilità di suddividere i 30 consiglieri in due blocchi, 6 con il maggioritario (listino) e 24 da eleggere con il proporzionale, ma con liste circoscrizionali concorrenti da presentare con le firme richieste, sia a Terni (220 mila abitanti) che a Perugia (640 mila), per favorire il naturale riequilibrio numerico dei consiglieri assegnati ai due collegi, la presentazione di una lista regionale, ma con l'obbligo, pena la ineleggibilità, che ci siano rappresentanti delle due provincie-collegio, favorire la parità fra sessi fissando nelle candidature il limite massimo di due terzi per uomini o per donne, stabilire un numero di firme necessarie a presentare liste nei due collegi, da un minimo di 1.200 ad un massimo di 2.000, limitatamente a chi non è già rappresentato in Parlamento o in consiglio regionale. A nome del Pdl, Andrea Lignani Marchesani ha annunciato controproposte sul numero delle firme per le liste, sottolineando che «serve gradualità ed occorre favorire i gruppi che già sono in consiglio». Sul riequilibrio fra maggioranza ed opposizione, Lignani ha anticipato la richiesta di prevedere l'elezione del secondo candidato perdente, senza aumentare il numero dei consiglieri, ma facendo scendere l'eventuale premio di maggioranza del listino da 6 a 5 consiglieri.






















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