L’ALLARMECrisi Merloni, la preoccupazione dei sindacati: "Non c’è interesse per l’acquisizione del gruppo". Chiesto un incontro con il Ministro Scajola
Mauro Sedda • 28 ottobre 2009 18:15

A un anno dalla messa in amministrazione straordinaria, non ci sarebbero reali manifestazioni di interesse per l'acquisizione del gruppo elettrodomestico A. Merloni. L’azienda conta 3.000 dipendenti in Italia, quasi tutti concentrati fra Marche e Umbria. A lanciare l’allarme è Anna Trovò, della Fim Cisl nazionale. A tal proposito, Fim, Fiom e Uilm nazionali hanno chiesto al ministero dello Sviluppo economico “un incontro urgente e formale, per trattare nella giusta sede e con i soggetti appropriati lo stato della procedura di amministrazione straordinaria e le prospettive di cessione e di ristrutturazione delle società coinvolte nell'amministrazione straordinaria”.
Secondo le organizzazioni sindacali, di fronte ad una crisi aziendale di così grosse proporzioni sul piano economico e sociale, che concentra i suoi effetti negativi amplificandoli in una piccola area territoriale (Marche e Umbria soprattutto, con un'appendice in Emilia Romagna), ciò che serve è “il massimo livello di attenzione istituzionale”.
“Proseguendo l'amministrazione straordinaria e garantendo gli ammortizzatori sociali, deve essere portata avanti proficuamente la ricerca di investitori, e deve essere finanziato l'Accordo di programma di cui si parla da oltre un anno, per garantire prospettive lavorative e produttive e la tenuta sociale del territorio”. Questo è quanto chiede la Fim.
Grande preoccupazione riguardo alla vicenda anche da parte di Evaristo Agnelli, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil del Gruppo Antonio Merloni: “La dimensione sociale ed economica della vicenda Antonio Merloni - afferma - richiede ben altre risposte. E’ necessaria una convocazione urgente di tutte le parti al ministero dello Sviluppo economico”.
Secondo Gianluca Ficco, della Uilm Uil nazionale “è fondamentale che il ministero per lo Sviluppo economico confermi l'attenzione fin qui dimostrata per il dramma industriale dell'Antonio Merloni, proseguendo nell'amministrazione straordinaria del gruppo e nella ricerca di nuovi acquirenti, e sventando il rischio di fallimento. L'amministrazione straordinaria, infatti, - prosegue Ficco - è la sola fra le procedure concorsuali volta a preservare l'apparato industriale e a difendere gli apparati occupazionali. Peraltro, l'amministrazione straordinaria ben si concilia con eventuali piani di reindustrializzazione, e potrebbe ricevere impulso dall'Accordo di programma, sui cui stanno collaborando Regione e ministero. A patto - conclude Ficco - che l'Accordo di programma sia calibrato sulle esigenze determinate dalla crisi del settore elettrodomestico in generale e da quella della A. Merloni”.
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