La Binetti (UDC) contro i tagli del Governo che colpiscono i settori legati alla Cultura: "la cultura non è mai ascrivibile ad un Ente inutile"
• 31 maggio 2010 15:16
Che di monovra ci sia bisogno ... nessuno ne dubita, ma crescono i dubbi sul fatto che la manovra attuale risponda ai criteri di equità, incisività e completezza, di cui pure c'è bisogno. Non a caso si sollevano citiche e riserve a tutti i livelli, nella maggoranza e nell'opposizione, ma soprattutto da parte di tutti coloro che a vario titolo ne sono colpiti e si trovano nella impossibilità di fare fronte ad impegni già assunti.Il tessuto sociale soffre per l'incapacità di fare fronte ai bisogni delle classi più fragili: anziani, disabili, malati gravi. Le famiglie si chiedono con preoccupazione come mantenere quel tono di vita su cui pure si regge l'eguilibrio interno della casa, come fronteggiare i debti contratti e come accedere a quel credito al consumo che sembra sempre più necessario, ma di cui non si sa come fare a meno...
In Umbria tutto ciò mostra una aggravante in più! Ci sono eventi culturali di antica e consolidata tradizione, come ad esempio il Festival di Spoleto o quello di Todi, le classiche feste dei Centri medioevali, come la Quintana di Foligno, che in questo clima di crisi diffusa corrono il rischio di rimanere soffocate nella impossibilità
di procedere in tempi brevi ad una adeguata riprogrammazione. Tagliando in questo modo decisamente brutale, senza un coinvolgimento concreto dei vari protagonisti, si corre il rischio di impoverire le manifestazioni, di ridurne la capacità di attrazione e in definita anche le risorse che potrebbero portare al turismo alberghiero oltre che turistico dell'Umbria.
Ora se è evidente che tutti gli sprechi vanno eliminati, e pensiamo alle tante macchine blu recentemente acquistate, dotate perfino di schermo al plasma!, ci si chede come si possa ignorare la differenza che c'è tra spese che in realtà sono investimenti e spese che, per il lusso che manifestano, sono indubbiamente a fondo perduto!
L'Umbria è una regione gravemente colpita dalla crisi, con indici di disoccupazione particolarmente elevati, con una scarsa utilizzazione delle sue risorse alberghiere, a cominciare dai numerosi B&B sorti in tempi di post-terremoto, privarla ora anche dei suoi punti di attrazione specifica nell'estate, significa infiggerle una ferita ulteriore, sia sotto il profilo dell sua eccellenza culturale che sotto il profilo economico e commerciale..
Ci pensi chi fa dei tagli una prassi economica e forse una filosofia politica: la cultura non è mai ascrivibile ad un Ente inutile, tanto meno quando grazie a questo ente vivono famiglie e sopravvive tutto un indotto di altre attività economiche...






















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