La Coop Centro Italia presenta il bilancio 2009. Nuove parole d'ordine: sobrietà, austerità, consumi rispettosi della persona e dell'ambiente
• 04 giugno 2010 18:35
Si è svolta questa mattina presso la sede della Coop Centro Italia di Castiglione del Lago la conferenza stampa di presentazione del Bilancio 2009 della società cooperativa: un anno che, non a caso, è stato definito come "l'anno più difficile". Relatori Antonio Bomarsi, presidente del Consiglio di Gestione, e Giorgio Raggi, presidente del Consiglio di Sorveglianza.
Al 31 dicembre 2009 la base sociale conta 477.185 Soci, aumentando di 13.390 unità rispetto all'anno precedente.
Il totale degli investimenti che giungono a compimento nel corso dell'esercizio è pari a 22.550.000 euro: sono stati aperti i supermercati di Selci-Lama, Taverne d'Arbia e Rosia; ristrutturati i punti vendita di Castellina Scalo, Gubbio e San Rocco a Pilli. Alla fine del 2009 Coop Centro Italia gestisce 62 punti vendita in sei province (Arezzo, Siena, Perugia, Terni, Rieti, L'Aquila) per circa 73.000 metri quadri di area vendita.
Il risultato della gestione commerciale è il frutto di significativi investimenti fatti sui prezzi (sempre e dovunque sotto di 2 - 4 punti percentuali rispetto ai competitor di ogni territorio) e in convenienza. Le vendite complessive ammontano a 631 milioni e, al netto delle chiusure dei due supermercati a L'Aquila, sono superiori dell'1,6% rispetto al 2008 e dell'1,7% rispetto al budget.
La raccolta del prestito da Soci è cresciuta di 14 milioni di euro e si attesta a fine anno a 762 milioni.
L'occupazione nel corso del 2009 si è andata consolidando oltre le 2.600 unità. Il dato più rilevante è la trasformazione di circa 200 contratti da tempo determinato a tempo indeterminato con un riduzione della precarietà al 5% sul totale degli occupati.
Oltre ai risultati del 2009 è stato illustrato anche il trend 2010.
Nei primi mesi del 2010 i segni della crisi sono ancora tutti presenti: i consumi flettono e la deflazione evidenzia la crisi economica. Il mercato registra a livello omogeneo un -2,2% di vendite nei primi cinque mesi: Coop Centro Italia viaggia sullo 0. Il rischio di default dell'Europa e dell'Italia è alto: l'uscita dalla crisi per un ritorno al benessere del passato è un'illusione.
La certezza di Coop Centro Italia è che ci troviamo di fronte a un cambiamento strutturale: dei mercati, dei format, del marketing, degli stili di vita e dei consumi, degli equilibri di sostenibilità ambientale. Occorre andare nella direzione di più sobrietà e austerità: i consumi devono essere rispettosi della persona e dell'ambiente. Nei fatti e non nelle parole.
Occorrono comportamenti concreti per essere credibili: i Soci di Coop Centro Italia sono stati e saranno protagonisti nell'avviare il percorso dei prossimi mesi. Emblematica l'esperienza della promozione delle buste riutilizzabili negli ultimi quattro mesi: 500.000 le unità distribuite, 2.100.000 gli shopper in meno venduti, 10 tonnellate di CO2 in meno prodotte. Nel corso dell'intero 2010 si stima di ridurre l'emissione di CO2 di 50 tonnellate.
Emblematico infine l'attivismo di molti Soci nel realizzare gli eco-parchi, i laboratori del riciclo o nel promuovere i detersivi alla spina o i pannolini lavabili.


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