LEGGE ELETTORALEVia all'articolato sulla proposta di riforma del Pd. Rossi: "Si può rivedere il sistema delle firme e di conteggio dei resti sulla proporzionale"
• 07 ottobre 2009 14:08
L'iter della nuova legge elettorale procede verso la definizione di un testo che possa regolare la consultazione elettorale prevista per la prossima primavera. La Commissione speciale per le riforme statutarie e regolamentari, presieduta da Ada Girolamini, ha ripreso il confronto intorno alla bozza elaborata dal Partito democratico, sulla base della quale i commissari hanno deciso di incaricare gli uffici del Consiglio regionale di redigere una articolata proposta di legge da porre al centro del confronto tra i gruppi politici.
Il dibattito sviluppatosi durante la riunione odierna ha registrato la disponibilità del capogruppo del Pd, Gianluca Rossi, a “discutere e a rivedere il sistema di raccolta delle firme e di conteggio dei resti per quanto riguarda la quota proporzionale. Mentre l'impianto della proposta è pienamente compatibile con l'eventuale approvazione della soglia di sbarramento al 4 per cento in discussione alla Camera. Per quanto concerne il premio di maggioranza al 65 per cento, abbiamo fatto riferimento a quanto previsto dalla legge elettorale della Regione Campania dell'aprile scorso, che è stata impugnata dal Governo nazionale ma non per questo aspetto”.
I rappresentanti del Pdl Lignani Marchesani e De Sio hanno osservato che “l'impianto complessivo, 'l'hardware' della proposta di legge elettorale appare condivisibile, benché il premio di maggioranza previsto sia enorme e debbano essere risolte le questioni dei resti, della raccolta delle firme e della rappresentanza dei sessi”. Per quanto concerne le modifiche alla bozza, queste sono state rinviate ad una fase emendativa successiva alla predisposizione dell'articolato.
Il consigliere Tracchegiani (La Destra) ha proposto di introdurre modifiche ad un sistema che “impone di fatto soglie troppo alte per accedere al Consiglio regionale. Una soglia che per quanto riguarda la provincia di Terni arriva addirittura al 13 per cento. Andrebbe previsto uno sbarramento del 3 – 4 per cento ed un listino composto dai 6 candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze”. Oliviero Dottorini (Verdi e civici) ha auspicato la stesura di una legge elettorale che “tenga conto del giudizio degli elettori, senza liste bloccate, listini e resti suddivisi solo tra le forze maggiori”.
In conclusione la presidente Girolamini ha evidenziato che “nella società regionale non c'è un riscontro positivo verso la formula del listino, meglio sarebbe dunque basarsi sulle preferenze raccolte in base a programmi e candidati. Andrebbe garantita la presenza femminile nel listino, negli Esecutivi e nelle liste: per questo fine potrebbe essere utile la previsione della doppia preferenza”.
La discussione sulla legge elettorale è stata aggiornata a mercoledì 21 ottobre, mentre mercoledì 14 si svolgerà l'audizione con l'assessore Vincenzo Riommi sugli Istituti di partecipazione
Fonte: Regione






















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