Lunedi’ 21 giugno: volantinaggio in tutta italia si mobilita l’umbria
• 20 giugno 2010 13:43
Lo sciopero non è escluso, ma sarà solo l'ultima strada da percorrere per la Cisl Fp e Uil Fpl, che nel corso della conferenza di questa mattina (18 giugno), hanno sottolineato che la battaglia per cambiare la Manovra del Governo proseguirà anche grazie all'impiego di forme di lotta alternative, come lo sciopero virtuale per i servizi minimi essenziali. Ad essere interessati sono circa i 35 mila lavoratori del settore pubblico in Umbria, che se dovessero scendere in piazza avrebbe ricadute economiche negative nella già pesante situazione economica.
I segretari generali regionali Cisl Fp Ubaldo Pascolini e Uil Fpl Marco Cotone hanno annunciato la mobilitazione locale dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni che si terrà il 21 giugno, che impegnerà i sindacati e i lavoratori in una fase di volantinaggio in tutte le amministrazioni pubbliche e nei presidi presso le sedi delle Prefetture, Regione, Anci, Upi, Uncem, Union Camere. La Cisl Fp e Uil Fpl continuano a chiedere risposte concrete anche ad Anci, Uncem, Upi, Conferenza Regioni in termini di sottoscrizione del nuovo modello contrattuale. "La mancata sottoscrizione dell'accordo -hanno spiegato- firmato da tutte le associazioni sindacali tranne dalla Cgil, comporta la mancata convocazione dei tavoli negoziali per il rinnovo dei contratti 2010-2012. Il silenzio, al quale hanno tentato di abituarci, è assordante. Alla luce del nuovo federalismo fiscale, è assurdo -hanno aggiunto Pascolini e Cotone- che le amministrazioni locali non abbiano previsto, proprio come avviene nel settore privato per i lavoratori impiegati, le risorse economiche per i rinnovi contrattuali dei lavoratori della funzione pubblica". La Cisl Fp e la Uil Fpl invocano l'applicazione delle logiche di merito nelle pubbliche amministrazioni. "Solo attraverso la contrattazione integrativa -hanno fatto sapere- sarà possibile rendere più efficienti i servizi e contrastare contro un criterio che non si dovrà assolutamente imporre: meno soldi, meno sevizi, meno qualità".
Altro tema, focalizzato nel corso della conferenza stampa, che trova uniti la Cisl Fp e la Uil Fpl è quello delle donne, la stragrande maggioranza del personale occupato nel pubblico impiego. "Sommando la manovra economica e l'accellezione voluta dall'Unione Europea all'equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne -hanno dichiarato- le lavoratrici verranno doppiamente penalizzate: la loro busta paga rimarrà bloccata per tre anni e in oltre 10 mila non potranno più andare in pensione entro il 2017, non raggiungendo i requisiti necessari. I risparmi derivanti dovranno essere interamente destinati ad aumentare i servizi sociali per la conciliazione dei tempi di vita-lavoro e per favorire, quindi, l'accesso delle donne nel mercato del lavoro".
Al Governo, la Cisl Fp e la Uil Fpl chiedono un incontro urgente per un nuovo Accordo che definisca gli spazi e i luoghi di contrattazione integrativa e decentrata, che incentivi risparmi di gestione da destinare al miglioramento dei servizi e al salario accessorio del personale coinvolto, che blocchi qualsiasi restrizione o diminuzione delle risorse destinate alla busta paga dei lavoratori, sia a livello nazionale sia a livello di contrattazione integrativa e decentrata, che blocchi qualisia decurtazione del salario accessorio in applicazione delle nuove norme del Decreto legislativo 150 per la parte del salario già definito dalla contrattazione locale e nazione. Inoltre, ad essere chiesto al Governo che ripristini il valore della contrattazione collettiva come leva per la gestione delle risorse umane nel pubblico impiego; che, nella vigilanza degli accordi di secondo livello, garantisca alle parti lo svolgimento delle procedure di informazione e consultazione, verifica, concertazione come previste dalle leggi, dai contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria e dagli accordi per la gestione degli effetti sociali connessi alla trasformazione delle amministrazioni quali innovazioni tecnologiche, organizzate e dei processi di ristrutturazione. Infine, che si definisca presso l'Aran un nuovo accordo quadro per le relazioni sindacali, in modo tale da accompagnare una proposta di contrattazione di qualità per uscire dalla crisi e da evitare interpretazioni e prassi che nel blocco della contrattazione vedano un avallo rispetto ad una gestione unilaterale dell'organizzazione e del personale delle amministrazioni pubbliche.
Ufficio stampa Cisl e Uil Umbria





















