MOBILITAZIONI Scuola, Università, Ricerca e Formazione, in piazza. Presidi alle prefetture
• 17 marzo 2009 19:25
Mercoledì 18 marzo, per la prima volta, si da vita ad uno sciopero generale di Scuola, Università, Ricerca, Formazione Professionale e Afam. Dopo le manifestazioni nazionali del 30 ottobre e del 14 novembre ripartono le mobilitazioni. A Perugia e Terni lo sciopero sarà accompagnato da presidi davanti alle prefetture. "Astenersi dal lavoro è una forma di lotta impegnativa - si legge in una nota di Flc-Cgil - soprattutto nei settori pubblici, dove - è bene ricordarlo - il sindacato per primo ha voluto forme di autoregolamentazione, affinché la protesta non danneggiasse troppo i cittadini. Astenersi dal lavoro è anche una forma di lotta a carico del lavoratore e quindi non è mai una decisione presa con leggerezza, soprattutto quando gli stipendi non sono stratosferici".
Lotta contro i tagli
"Eppure ci sono tante ragioni per scioperare ancora una volta - continua la nota - contro la politica di questo governo nei nostri settori. Una politica asfittica, fatta di tagli e di smantellamenti che sta mettendo in ginocchio il nostro sistema di istruzione e formazione e fermando la ricerca. Non è una novità, l'Italia scivola sempre più in coda, e sempre più velocemente anche perché altri paesi hanno capito che una delle strade per uscire dalla crisi è investire in conoscenza, aumentare gli stipendi medi, offrire ammortizzatori sociali alle categorie più deboli... esattamente il contrario di quanto sta facendo il governo Berlusconi. Con un aggravante: il disegno sciagurato di attacco ai diritti collettivi e individuali, alla libertà della persona, alla garanzie costituzionali".
La nota polemica
A chi si chiede perchè scioperare conto il Governo, ecco pronta la risposta della Cgil: "Il 18 marzo lo sciopero è soprattutto per ottenere delle cose. Innanzitutto, riavere il maltolto, cioè le risorse tagliate dalla legge 133/08. Dei contratti che non siano solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia del lavoro. L'introduzione di regole democratiche che permettano ai lavoratori di pronunciarsi sugli accordi. Il ritiro delle norme tante care a Brunetta che penalizzano chi è ammalato. Il ritiro del disegno di legge Aprea sulla scuola che non solo cancella l'autonomia delle singole istituzioni ma penalizza e avvilisce la libertà d'insegnamento e l'autonomia professionale di docenti e dirigenti, oltre a togliere completamente la parola al personale Ata. Il ritiro del ddl Sacconi che cancella il diritto di sciopero, l'unica arma di legittima difesa dei lavoratori.
Scenari
"Ma lo sciopero - dice il sindacato - è anche per riaffermare l'urgenza di un vero progetto riformatore in tutti i settori della conoscenza, un progetto moderno che scaturisca dalle migliori esperienze sul campo, che sia condiviso e partecipato dagli operatori dei settori e dai cittadini. Un progetto ambizioso per elevare i livelli di cultura e formazione dei cittadini a partire dalla scuola dell'infanzia per tutto l'arco della vita, passando per l'università, la formazione e l'aggiornamento professionale. Un progetto che valorizzi come fatto formativo anche il patrimonio artistico e la tradizione artistica e musicale del nostro paese. Un progetto che rilanci la ricerca di base, negli enti e nelle università, che permetta alle intelligenze italiane di produrre qui e non altrove. Lo sciopero è anche a difesa dell'occupazione, per salvaguardare non solo le persone dallo spettro della disoccupazione, ma anche i nostri settori da un depauperamento di risorse umane necessarie al loro funzionamento.






















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