PD impegnato sulle imminenti regionali. Franceschiniani e mariniani dettano le condizioni per le candidature: rispetto dello Statuto e/o rinnovamento
• 18 dicembre 2009 20:19
Partito Democratico fortemente impegnato a definire il percorso per le imminenti elezioni regionali, in vista della Direzione di lunedì e dell'assemblea regionale che si terrà al Capitini martedì. Con posizioni divergenti, ma con una diffusa speranza di trovare una soluzione condivisa. La grande questione è la riconferma o meno, per il PD, dell'attuale governatrice Maria Rita Lorenzetti alla candidatura come Presidente della Regione. Pressoché scontata per i bersaniani, per cui per la concretizzazione del terzo mandato della Lorenzetti basterebbe un voto del 51% dell'assemblea che la candidi alla primarie senza sua esplicita richiesta; da ricondurre strettamente alle regole dello Statuto del partito per i franceschiniani, e quindi da attuarsi solo dietro formale richiesta di deroga a due soli mandati da parte della Lorenzetti stessa, e approvazione della sua candidatura alle primarie dal 60% dell'assemblea; mentre per i mariniani la selezione delle cariche istituzionali nel PD deve avvenire, come esprimono oggi in una nota, tramite primarie o per mezzo di forme di ampia partecipazione degli iscritti, senza però chiudere la porta alla scelta di un candidato da parte dell'Assemblea regionale "se, e solo se, quel candidato rappresenta una larghissima maggioranza ed è il frutto di una sostanziale condivisione politica". Per entrambe le compagini - mariniani e franceschiniani - è tuttavia sostanziale rinnovare la classe dirigente. Come dire, forse: le primarie possono anche non esserci ma, in questo caso, la candidata alla Presidenza non può essere la Lorenzetti.
"La discussione sui lineamenti programmatici attorno ai quali costruire la piattaforma e la coalizione per le prossime elezioni regionali - si legge nel documento dei franceschiniani - è stata importante e ha reso evidente la necessità, largamente condivisa, di aprire una fase politica nuova nella vita dell'Umbria per rispondere adeguatamente alle sfide che la crisi economica e sociale ci propone, così come sollecitato chiaramente dalla maggioranza dei 75 mila cittadini che hanno partecipato alle primarie del 25 ottobre.
Semplificazione istituzionale ed efficienza nel sistema dei servizi pubblici, green economy, innovazione nel rapporto tra politiche pubbliche e sistema produttivo, rilettura del welfare regionale e locale alla luce dei mutamenti sociali e delle famiglie umbre, investimenti sul capitale umano per promuovere una società della conoscenza e relazioni e sinergie con le regioni vicine, il lavoro come diritto: su questi ed altri temi è necessario e possibile qualificare l'iniziativa politica e programmatica del Pd e rilanciare il centro sinistra alla guida della Regione.
In coerenza con questa impostazione politica è importante che anche al livello regionale, così come è già avvenuto per i Comuni e le Province, si produca una chiara scelta di rinnovamento delle classi dirigenti. Il consenso del 41% raccolto dal nostro schieramento, ci chiede coerenza e determinazione nel perseguire questo obiettivo.
La scelta, già sancita dall'Assemblea regionale, delle primarie quale strumento di selezione della candidatura alla Presidenza della Regione, così come previsto dallo Statuto regionale del Pd, non preclude la possibilità di ricercare una indicazione condivisa sulla base di un ampio confronto che coinvolga l'insieme del gruppo dirigente del Pd.
Non può, in ogni caso, venir meno il rispetto delle norme dello Statuto regionale le quali non prevedono che eventuali deroghe siano deliberate dall'Assemblea regionale con la maggioranza qualificata".
Quindi: richiesta di deroga da parte della Lorenzetti e primarie; oppure un ampio confronto e una diversa indicazione largamente condivisa.
"La selezione delle cariche istituzionali nel PD - affermano in una nota i mariniani - avviene tramite primarie o per mezzo di forme di ampia partecipazione degli iscritti. L'Assemblea regionale ha la facoltà di procedere alla scelta di un candidato se, e solo se, quel candidato rappresenta una larghissima maggioranza ed è il frutto di una sostanziale condivisione politica.
Ed è proprio per questa larga e sostanziale condivisione politica che la nostra area intende impegnarsi. In questa fase è necessario uscire da asfittiche contrapposizioni, rasserenando l'attuale clima politico al fine di giungere ad una proficua e trasparente discussione sul merito. In tale direzione lavora e continuerà a lavorare Agorà- Insieme per il PD.
Il nostro sostegno ad un candidato è vincolato a due semplici e chiare richieste:
1)Il rinnovamento radicale della classe dirigente amministrativa
2)Il consenso su una serie di specifiche proposte programmatiche (già in elaborazione!)
Selezionare il candidato alla Presidenza della Giunta regionale in Assemblea non è quindi una questione di carattere numerico, ma politico. Serve, insomma, realizzare una prospettiva solidale per l'Umbria. Il delicato momento che sta attraversando il PD ci chiama a delle responsabilità che sarebbe estremamente rischioso sottovalutare. Tentare forzature e mantenere logiche tatticiste è solo controproducente rispetto agli obiettivi comuni a tutti i democratici.
Non riuscire a trovare un candidato davvero condiviso rappresenterebbe una sconfitta per l'intero gruppo dirigente umbro.
Per la nuova fase storica che ci accingiamo ad affrontare, carica di sfide epocali, c'è bisogno, nell'unità, di un candidato capace di interpretare il cambiamento posto dai tempi con autorevolezza e competenza. Il candidato del Partito democratico dell'Umbria, dunque, non può e non deve rappresentare se stesso ma la società regionale ed il suo lato più propositivo.
Ora è solo il momento di ritrovarsi nella politica".






















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