Penombre apre sotto il segno del giallo
• 16 marzo 2010 11:12
Monte Castello di Vibio - Nella
suggestiva ed unica cornice del Teatro della Concordia, noto ai più
come il teatro più piccolo del mondo di Monte Castello di Vibio si è
alzato ieri, domenica 14 marzo, il sipario su "Penombre", la
manifestazione, giunta quest'anno alla nona edizione, curata
dall'Assessorato alle Attività Culturali della Provincia di
Perugia, quest'anno titolata "Storie di fantasia nell'Italia
"dal vero". E ieri era di scena "La donna misteriosa: un caso
per l'ispettore Marlovi", una storia di fantasia ispirata ai
documentari: Liguria (1912), Excursion en Italie (1904), In giro per
Napoli (1909), Palermo illustrata (1908). La voce narrante di Valter
Corelli ed accompagnata musicalmente da "Ensamble Kandinsky".
Alla "prima" teatro tutto esaurito ed erano presenti, tra gli
altri, rappresentanti della Provincia di Perugia e il sindaco della
città. Questa edizione 2010 esce solo apparentemente dal solco
tracciato negli anni precedenti in quanto riprende in qualche modo
quelle "seduzioni sonore e cinema muto" che hanno caratterizzato
le altre. Lo riprende, perché anche qui il cinema muto è presente
con gli splendidi documentari d'inizio novecento che ripercorrono
la vita quotidiana dell'Italia di quel periodo. "La produzione
dal vero italiana d'inizio novecento - è scritto nella nota della
Provincia di Perugia - gli antesignani in qualche modo dei nostri
documentari - restituisce per frammenti una miriade di "corti"
senza vicende, storie, personaggi, interpreti, spesso senza una regia
da ricordare. Filmati nati "solo" per documentare l'Italia -
quella del turismo possibile e del costume quotidiano di un popolo
non sempre aristocratico e borghese - hanno oggi su di noi l'impatto
emotivo di un singhiozzante flashback sui luoghi che, nell'infanzia,
possiamo avere vissuto nei racconti senza immagine di un nonno o di
un bisnonno". Torniamo così ad una vita quotidiana accompagnata da
paesaggi indimenticabili di un paese preindustriale rimasto forse
solo nel nostro immaginario, con itinerari persino d'acqua
"festosamente" romantici, in un bianco e nero che colora
paradossalmente come non mai le immagini che scorrono lentamente, ma
non "noiosamente" sullo schermo. Una vita quotidiana in cui la
durezza dei lavori e la fatica del vivere si stemperano proprio
appunto in un quadro complessivo più dolce, più tenue, secondo
forse una certa cultura dell'epoca, ma anche secondo i canoni
estetici delle riprese rudimentali fatte dai pionieri del
documentarismo cinematografico. Una vita quotidiana che si ritrova,
seppure sotto la forma dell'invenzione, nelle storie raccontate a
supporto delle immagini e che vanno a significare una perfetta
continuità con il mondo delle immagini visive da cui traggono spunto
e supporto per il viaggio della fantasia. E dunque, nei quattro
aventi in programma, ritroviamo la magia del cinema muto, la forza
della storia raccontata insieme all'accompagnamento musicale che
riprende le suggestioni sonore presenti nel titolo e nelle pieghe
delle precedenti edizioni. Che poi tutto questo accada in quattro
stupendi teatri della nostra terra, Monte Castello di Vibio,
Umbertide, Panicale, Rocca Porena di Cascia, è in perfetta
continuità con quanto avveniva nelle precedenti edizioni nei musei e
o nelle aule scolastiche. Che, anzi, il teatro tende a chiudere
perfettamente il cerchio della rappresentazione, in quanto
antesignano del cinema ed in qualche modo sua continuazione. Infine
la linea tracciata dalle precedenti edizioni viene ripresa anche, se
vogliamo, dal punto di vista pedagogico. Nel senso non solo che
comunque in ogni opera, ogni rassegna, ogni manifestazione culturale
c'è di sicuro quest'intento, ma soprattutto perché, come nelle
altre edizioni si cercava di trasmettere il senso di un mondo
complessivo che andasse oltre il dato dell'opera d'arte, in
questa rassegna si cerca anche di trasmettere soprattutto alle nuove
generazioni il sapore, seppure inevitabilmente attenuato, di
un'epoca, delle sue specificità e soprattutto del ritmo in cui la
realtà stessa pulsava, così diverso da quello percepito dai giovani
internauti di oggi, che proprio dai tempi scanditi dalla cinepresa
dal muoversi stesso delle figure e, non da ultimo, dall'atmosfera
ricreata dalla musica e dalla performance teatrale possono ricondurre
a sé l'immagine e lo scandirsi ritmico di un tempo così lontano.
L'ingresso ad ogni spettacolo è gratuito.






















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