PREMIRiconoscimento "Tre Bicchieri" a 9 vini umbri
• 19 ottobre 2009 14:59
C’erano anche i produttori umbri a ricevere ieri a Roma, nell’affollata sala dell’Auditorium del Massimo, dalle mani del direttore del “Gambero Rosso Channel” Daniele Cernilli e del giornalista enologico del canale Marco Sabellico, il prestigioso riconoscimento dei “Tre Bicchieri”, attribuiti dalla Guida “Vini d’Italia 2010” del “Gambero Rosso” ai 391 migliori vini italiani, su 18 mila vini recensiti dalla Guida, per un totale di 2 mila 253 produttori. Questi i nomi dei 9 vini umbri, premiati con i “Tre Bicchieri”: 1) Montefalco Sagrantino Arquata 2005 (Adanti); 2) Montefalco Sagrantino Chiusa di Pannone 2004 (Antonelli – San Marco); 3) Montefalco Sagrantino 25 Anni 2006 (Arnaldo Caprai); 4) Montefalco Sagrantino Colleallodole 2006 (Fattoria Colleallodole); 5) Montefalco Sagrantino Gold 2005 (Còlpetrone); 6) Torgiano Rosso Vigna Monticchio Riserva 2005 (Lungarotti); 7) Montefalco Sagrantino 2006 (Perticaia); 8) Cervaro della Sala 2007 (Castello della Sala); 9) Adarmando 2007 (Gianpaolo Tabarrini).
“Grande soddisfazione” per il prestigioso riconoscimento ai vini e ai produttori umbri è stata espressa dalla presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti: “L’anno scorso i riconoscimenti erano sette, quest’anno sono nove – ha detto – e anche questo è un segno tangibile della crescita del settore vitivinicolo umbro, un premio all’impegno e al lavoro messo in campo dalle aziende per promuovere la qualità e l’eccellenza del nostro vino, che esprime l’identità, la cultura, la storia e la bellezza dei territori, della gente umbra e dei suoi valori. I ‘Tre Bicchieri’ sono una conferma dell’impegno a proseguire nell’opera intrapresa, verso obiettivi sempre più importanti, uno stimolo a credere che uscire dalla crisi si può, con la qualità e l’eccellenza, per far crescere tutto il comparto vitivinicolo umbro”.
“I 9 ‘Tre Bicchieri’ conseguiti dai vini umbri sono un record, ed è un record che conferma una indubitabile crescita del vino umbro”, sottolinea il giornalista Antonio Boco, perugino, che ha fatto parte del “panel” del “Gambero Rosso”, incaricato, su basi regionali, delle degustazioni preliminari che hanno attribuito gli “1 e 2 bicchieri”, da cui sono usciti i vini sottoposti al giudizio finale dei vertici della “Guida”.
“Oltre a questo – continua Boco -, va letta una nuova tendenza: si può dire che stia cambiando la fisionomia enologica della regione: non abbiamo più gli ‘igt’ fatti con vitigni internazionali, come accadeva negli anni Novanta. I vini che ‘tirano’ oggi sono ‘doc’ e ‘docg’, e non solo sagrantino, ma anche bianchi come il ‘cervaro’ e vitigni nuovi come il ‘trebbiano spoletino’. Nel nostro lavoro di ricognizione abbiamo visitato tante cantine, che è l’unico modo per tastare il polso ad un territorio. E possiamo dire che è in atto una tendenza nuova dal punto di vista stilistico, che non si appoggia più ad una idea di astratta compiutezza per emergere, ma che privilegia i territori – sottolinea Boco - per far emergere nuovi grandi classici”.






















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