PROCESSO MEZDifesa Sollecito: l'impronta di piede insanguinata, rinvenuta sul tappetino del bagno potrebbe essere di Rudy. "Neppure quella sul corridoio è di Raffaele"
• 18 settembre 2009 11:15
Un nuovo colpo di scena nell'emiciclo della sala degli Affreschi, della corte d'Assise di Perugia, dove si sta celebrando il processo contro Amanda e Raffaele accusati di essere gli assassini di Meredith Kercher, la studentessa inglese ammazzata la notte del primo novembre 2007, nella villetta di via della Pergola. Dopo il rifiuto da parte del giudice, alla scorsa udienza di lunedì, della richiesta avanzata dalla difesa Solecito di annulare il procedimento di rinvio a giudizio per un vizio nella completezza della documentazione fornita dagli inquirenti a proposito di alcune prove considerate determinanti per la sorte di Raffaele, e che secondo i suoi difensori determinerebbe una lesione del diritto di difesa, arriva un altro affondo dei legali del giovane pugliese. Questa volta riguarda l'impronta di piedi rinvenuta sul tappetino del bagno. "Non è di Raffaele", dice il consulente di parte, ma potrebbe essere di Rudy, aggiunge. Vediamo i particolari.
Questa mattina depone il medico legale Francesco Vinci, consulente della difesa Sollecito,il quale si è anche occupato degli accertamenti relativi alle impronte rinvenute sulla scena del delitto. I due imputati sono presenti in aula.
Vinci ha escluso che l'impronta insanguinata del piede destro, trovata sul tappetino del bagno della casa del delitto, possa essere attribuita a Raffaele Sollecito. Questo per caratteristiche metriche e morfologiche, perchè - ha spiegato in aula - in base ad un esame ortopedico al quale venne sottoposto Raffaele nel 2006, si nota che il dito accanto all'alluce del piede destro rimane leggermente sollevato. Diversamente da ciò che appare sull'orma rilevata sul tappetino.
Vinci ha spiegato che nella sua consulenza ha anche comparato le orme rilevate dalla polizia scientifica con quelle dei piedi nudi di Amanda Knox e di Rudy Guede, già condannato a 30 anni di reclusione per il delitto. Riferendosi alla traccia trovata sul tappetino in bagno, il medico-legale ha ipotizzato che possa trattarsi di quella dell'ivoriano. "Non dico che appartiene con certezza a Guede - ha sottolineato Vinci - ma possiamo dire che è attribuibile in modo probabile a lui". Riguardo all'orma evidenziata sul corridoio, Vinci ha detto che "non è attribuibile a Raffaele perchè più piccola rispetto alle dimensioni del suo piede".
Conclusioni alle quali il medico-legale - riferisce - è arrivato esaminando con sistemi di misura certificati foto e filmati agli atti dell'indagine. Ha inoltre visionato direttamente i reperti acquisiti dalla polizia scientifica, ha detto alla corte






















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