PROVVEDIMENTISospensione dei debiti delle piccole e medie imprese, il giudizio di Confindustria Perugia e Terni
• 04 agosto 2009 17:33
Favorire la liquidità delle imprese, per consentire a queste di arrivare alla ripresa economica nelle migliori condizioni possibili è la strada che si sta percorrendo per contribuire concretamente al superamento della fase di maggiore difficoltà a cui le piccole e medie imprese sono sottoposte in questo periodo.
Va in questo senso l’impegno di Confindustria per aiutare a superare le difficoltà che le stanno colpendo. Ed insieme al Ministero dell’Economia, l’Associazione Bancaria Italiana e ad altre associazioni imprenditoriali (Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confedilizia, Confesercenti, Lega coop), Confindustria ha sottoscritto ieri l’Avviso comune per la sospensione dei pagamenti delle piccole e medie imprese nei confronti del sistema bancario.
L’Avviso è un importante risultato, frutto di un ampio confronto dettato dalla necessità di contemperare diverse e talvolta opposte esigenze delle parti interessate. Da tale confronto sono scaturite soluzioni che certamente non risolvono i gravi problemi causati dalla crisi economica e finanziaria, ma che sono in grado di dare sollievo immediato a molte PMI in termini di maggiore liquidità.
Rispondendo alle richieste più volte manifestate dalle aziende, Confindustria Perugia e Confindustria Terni da tempo stavano lavorando per raggiungere l’obiettivo. “Al termine di un lungo e frastagliato percorso che ha visto Confindustria farsi elemento trainante del mondo della piccola e media impresa – affermano Antonio Campanile e Umbro Bernardini, rispettivamente presidente di Confindustria Perugia e di Confindustria Terni – finalmente si è giunti alla firma dell’accordo con l’Associazione Bancaria Italiana, in tema di moratoria dei pagamenti delle rate di mutuo e di leasing. Si tratta di un primo ed importante risultato concreto, nell’ottica di attenuare gli effetti finanziari negativi della crisi nei confronti delle piccole e medie imprese, che peraltro - come Piccola Industria nazionale - era stato già anticipato nei giorni scorsi, limitatamente al Gruppo Intesa-San Paolo. Il risultato ottenuto ci da maggiore forza e ci spinge a non abbassare la guardia. Il prossimo passaggio è infatti quello di chiedere l’adesione all’accordo da parte di tutte le banche e soprattutto verificare che esso sia rispettato, ferme restando le regole concordate”.
Le misure individuate - operazioni simili sono già diffuse nel mercato ma la novità è stata quella di stabilire condizioni migliorative rispetto a quelle finora offerte dalle banche - consistono nella possibilità di sospendere parte dei pagamenti e di allungare le scadenze del debito anche a breve termine, alleviando così eventuali tensioni finanziarie.
In particolare, sono previste operazioni di: sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutui; sospensione per 12 mesi ovvero per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing rispettivamente “immobiliare” ovvero “mobiliare”; allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigenze di cassa, con riferimento alle operazioni di anticipazione su crediti certi e esigibili.
Da sottolineare, in particolare, gli interventi per il debito a breve termine: l’allungamento delle scadenze a 270 giorni è effettivamente una novità rispetto a ciò che è già presente sul mercato.
Inoltre, grazie all’accordo sottoscritto con ABI, Confindustria è riuscita ad ottenere non solo che non vengano modificate le condizioni di tasso e che non vengano applicati interessi di mora, ma anche che non siano previste commissioni né costi di istruttoria, che solo le spese sostenute dalle banche nei confronti di terzi debitamente documentate possano essere trasferite alle imprese e che – elemento determinante per favorire l’accesso agli strumenti definiti - non vengano richieste garanzie aggiuntive.
A queste misure si aggiunge, inoltre, la previsione di meccanismi di sostegno per le imprese che abbiano realizzato aumenti di capitale: le banche si impegnano a definire appositi finanziamenti per importi pari ad un multiplo dell’aumento di capitale effettivamente versato dai soci.






















Commenti
Non ci sono commenti