REGIONE UMBRIA 2 milioni di euro di risparmio con le misure di razionalizzazione delle spese per il personale
• 06 ottobre 2009 14:31
Approvato stamani dal consiglio regionale, con 13 voti favorevoli e 9 astensioni, il disegno di legge della giunta contenente Misure di razionalizzazione delle spese per il personale e disciplina della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro del personale delle categorie professionali. Il provvedimento è stato illustrato in aula da Mara Gilioni (Pd). L'esodo incentivato delle categorie professionali attuato nel 2008 «ha determinato una positiva ricaduta in termini di risparmio nella spesa del personale - ha ricordato la relatrice - con un contenimento dei costi di personale quantificato in 2 milioni di euro nell'esercizio 2009 e successivi. L'esodo incentivato delle categorie professionali da attuare nell'anno 2009, che mira a produrre un ulteriore contenimento della spesa del personale che nell'esercizio 2010 e successivi, attenuerà l'incremento dei costi dovuto ai rinnovi contrattuali ed alla progressiva riduzione dei finanziamenti per il personale, consentendo il rispetto dei vincoli imposti dalla normativa di riferimento in materia». Gilioni ha spiegato che la norma «si applica ai dipendenti regionali in servizio, titolari di rapporto di lavoro di impiego a tempo indeterminato Regione (Giunta e Consiglio) che al 31 dicembre 2009 avranno un'età anagrafica non superiore a 63 anni e un'anzianità contributiva complessiva di almeno venticinque anni e cinque anni di permanenza nei ruoli a tempo indeterminato della Regione Umbria, e prevede al contempo misure a favore del personale che si trovi in particolari situazioni di disagio per inabilità propria o di terzi, che comportino il ricorso ai permessi previsti dalla legge n. 104/92». La legge prevede la riduzione della dotazione organica della Regione dal primo gennaio 2010 del numero dei posti che si saranno resi vacanti a seguito di risoluzione consensuale, mentre i dipendenti che fruiscono dell'esodo incentivato non potranno essere riassunti nè attivare con l'Amministrazione regionale o con Enti organismi o società regionali rapporti di lavoro autonomo o subordinato nei 5 anni successivi alla risoluzione del rapporto. Alfredo Santi (Pdl), relatore di minoranza, ha spiegato l'astensione dei consiglieri dell'opposizione parlando di «un voto volto a stimolare l'esecutivo ad utilizzare lo stesso approccio in altri settori dove ci sono spese enormi che dovrebbero essere razionalizzate, come nelle Comunità montane. In questo modo si potrebbero anche modernizzare queste strutture, rendendole più efficienti». Prima del voto finale, l'assessore Vincenzo Riommi ha sottolineato che questo intervento consente «di razionalizzare i costi andando anche incontro alle esigenze di alcune categorie particolari. È dal 2001 che stiamo riducendo i costi del personale: dirigenti e dipendenti sono diminuiti e le Comunità montane hanno risparmiato 5 milioni di euro. Il provvedimento che stiamo votando viene finanziato con i risparmi già ottenuti con le misure di razionalizzazione già realizzate».
Fonte: Regione






















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