“Ridisegnare i poteri, semplificando e privilegiando gli organismi elettivi” L’UPI regionale chiedera’ ai candidati alla Presidenza un impegno politico preciso rispetto alla ‘Riforma Calderoli”
• 26 febbraio 2010 15:29
L'UPI - Unione Province Italiane dell'Umbria
chiederà, in occasione delle prossime elezioni regionali, ai
candidati alla Presidenza della Giunta regionale un impegno politico
preciso rispetto ai contenuti della ‘Riforma Calderoli',
assumendo a base della riforma endoregionale, il criterio della
sussidiarietà. E' quanto ha annunciato il Presidente dell'Upi
Regionale (e Presidente della Provincia di Perugia) in sede di
Assemblea Generale che si è tenuta questa mattina presso il Palazzo
della Provincia e che, al termine dell'incontro, ha votato un
documento all'unanimità per chiedere anche di "ridisegnare,
razionalizzandoli, i poteri in un'ottica di semplificazione del
sistema privilegiando gli organismi elettivi rispetto a quelli di
secondo livello e di riconoscere alle Province il ruolo che
la Costituzione repubblicana assegna loro in ordine alle
problematiche di area vasta e affidando in via esclusiva le funzioni
in materia di territorio, ambiente, sistemi di
smaltimento, del ciclo delle acque, dei trasporti,
della formazione professionale unitamente alle indispensabili
risorse umane e finanziarie". L'iniziativa fa parte del programma
di attività per il prossimo quinquennio dell'Upi regionale,
approvato all'unanimità nel corso dell'assemblea di stamani e
che prevede - come ha sottolineato il Presidente regionale - anche
iniziative di attività istituzionale e comunicazionale: convegni e
incontri, in particolare rivolti ai Comuni, per prendere visione
delle caratteristiche della legge finanziaria e di come questa
inciderà nei bilanci degli Enti. "Dopo un periodo in cui veniva
continuamente ribadita l'inutilità delle Province - ha
sottolineato il Presidente - oggi viviamo un momento di grande
produzione che crea nuove prospettive, con incremento delle
competenze che richiederanno dotazione del personale. L'Upi dovrà
avere un ruolo su questo tema. C'è la necessità di ridare forza
agli Enti elettivi e di accorciare la catena istituzionale. La
Provincia non ha senso se continuano ad espandersi altri Enti di
secondo e terzo livello (come ATI, Comunità Montane). Laddove la
regione è piccola, questo è un elemento dirompente. Oggi dobbiamo
cogliere la possibilità di riappropriarsi del ruolo della Provincia.
Intanto, ieri a Roma, abbiamo avuto un riconoscimento importante: nel
nostro territorio avrà luogo l'incontro degli ‘stati generali'
dell'Italia Centrale". Numerosissime le voci dei Consiglieri
presenti, provenienti dalle due Province, che hanno rimarcato con
forza l'azione delle Province, hanno chiesto che le Autonomie
Locali siano co-protagoniste della riforma dello Stato e non
controparte, hanno auspicato un contributo unitario dall'Upi e
chiesto quali le alleanze, hanno ribadito la necessità di attribuire
la responsabilità centrale ad un soggetto e non a tanti soggetti, di
ricercare sistemi per ottimizzare servizi, spese e risorse, dare
risposte alle esigenze del territorio, cercare punti di unione tra le
due Province, rapportarsi con i cittadini e con l'Anci,
sburocratizzare, snellire ed eliminare Enti inutili. Salto di qualità
e segnale di unità è stato definito il coordinamento dell'Italia
Centrale. Nel corso dell'incontro sono stati anche approvati il
bilancio preventivo 2010 (con 5 astenuti) e alcune modifiche
allo Statuto.

