RISPARMIO ENERGIALa Camera: mettere mano alla rete idrica. Colaiacovo: siamo pronti ad offrire le migliori tecnologie
• 14 luglio 2009 17:13
Gubbio.“Siamo pronti ad offrire le migliori tecnologie al mondo per risolvere i problemi della rete idrica e fognaria italiana”. Così Giuseppe Colaiacovo, Presidente di Sirci Gresintex, plaude alla decisione odierna del Parlamento con la quale si pone l’accento sull’urgenza di porre mano alla rete idrica nazionale per risparmiare annualmente 5miliardi di euro che corrispondono alla perdite rilevate a livello nazionale.
“La risoluzione approvata oggi alla Camera – ha proseguito - dimostra che vi è un intero settore industriale che può fornire gli strumenti per una importante fase di rilancio dell’economia, attraverso un netto miglioramento dei servizi e con grande risparmio per il consumatore finale”.
Sirci Gresintex dispone di importanti brevetti nazionali e internazionali che costituiscono i prodotti di maggiore avanguardia nel settore delle reti idriche e fognarie, tra cui il tubo Autopulente e il tubo Alveolare a cui si stanno per aggiungere il Pozzetto Autopulente e un tubo innovativo anti-chock che sarà lanciato entro fine anno.
Sirci Gresintex, prima società nazionale del settore tubi in particolare in pvc, opera in Italia con oltre 20 tra impianti produttivi e poli logistici, è presente in tutta Europa con la propria rete commerciale, conta oltre 200 addetti e nel 2008 ha realizzato un giro d’affari complessivo intorno ai 70 milioni di euro, collocandosi tra le più promettenti realtà industriali nazionali.
“La Camera: in Umbria il 32% delle reti idriche perde”
Il dato è comunque un po’ migliore della media nazionale
Roma, 14 Luglio 2009 - L’Italia spreca circa €5mld l’anno a causa delle carenze infrastrutturali della nostra rete idrica. E’ quanto denuncia l’on. Catia Polidori (Pdl) in una risoluzione votata all’unanimità oggi in VIII (Ambiente) e X (Attività Produttive) Commissione alla Camera.
“Le reti idriche e fognarie del nostro Paese – illustra l’on. Polidori - presentano le maggiori carenze infrastrutturali rispetto ai principali Paesi europei. Infatti, il tasso di perdita negli acquedotti italiani è di circa il 40% contro il 10% circa della Germania ed il 15% della Gran Bretagna, nonostante la densità per area geografica e pro-capite di quei paesi sia inferiore rispetto all’Italia”.
Il dato è negativo anche per l’Umbria con perdite nel 32% dei casi, comunque un po’ migliore della media nazionale. In base alla tariffa nazionale media per l'acqua potabile, il controvalore economico delle perdite annue della rete idrica italiana è di circa 5 miliardi di euro, senza contare i danni ambientali generati, in particolare, dalle perdite della rete fognaria. Nelle prossime settimane sarà calcolato il corrispettivo relativo alle perdite del territorio umbro.
”I maggiori costi imputabili alle inefficienze della rete nazionale – spiega l’on. Polidori - vengono ad oggi sostenuti direttamente dai cittadini attraverso il pagamento dei costi di fruizione dei servizi idrici e fognari, con evidente sottrazione di risorse alla capacità di spesa delle famiglie. La ricerca e l'innovazione nelle infrastrutture idriche costituirebbe una modalità efficace per adeguare la rete nazionale agli standard europei, anche se il quadro normativo non agevola oggi gli operatori del settore”.
In base alle stime di affidabilità di tenuta delle tubature, circa il 50 % degli attuali acquedotti, almeno 125.000 km di rete idrica, e oltre il 30% delle attuali fognature, corrispondente a 46.000 km di rete fognaria, devono essere sostituite entro il prossimo decennio, tanto più che sussiste una significativa presenza di reti contenenti amianto.
”Per le caratteristiche proprie della rete idrica – conclude l’on. Polidori - questo settore può essere considerato tra quelli potenzialmente più idonei a sostenere una ripresa economica di lungo periodo. Per questo ho chiesto al Governo di verificare tutti i possibili benefici derivanti da un programma di adeguamento e ammodernamento delle reti idrica e fognaria, di definire strumenti capaci di migliorare nel breve, nel medio e nel lungo periodo lo stato della rete idrica nazionale al fine di adeguarla agli standard europei con gli obiettivi del risparmio di risorse e della tutela dell'ambiente e della salute e di incentivare iniziative per elevare da subito il livello qualitativo dell'infrastruttura di rete idrica nazionale, anche attraverso l'individuazione di modelli locali efficienti già esistenti a cui ispirarsi per l'adeguamento dell'intera rete nazionale”.
Catia Polidori è Deputato del Pdl e membro della X Commissione Attività Produttive, Commercio, Turismo della Camera, ex Presidente Giovani Imprenditori Confapi.






















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