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SCENARI UMBRICresce il Pil ma pochi investimenti in ricerca, innovazione

• 18 maggio 2009 16:10

Cresce il PIL in Umbria rispetto al tasso medio nazionale, trainato soprattutto dal settore dei servizi, ma permane nella regione una difficoltà strutturale delle imprese ad investire in ricerca e  innovazione ed a puntare sulla internazionalizzazione, anche se il sistema umbro mostra particolare vivacità nelle relazioni economiche con l’estero. Sono alcuni degli aspetti che delineano il “profilo delle imprese umbre” tracciato nel VI “Rapporto MET” (Monitoraggio Economia Territorio). Il Rapporto presentato oggi all’Università di Perugia dal presidente MET Raffaele Brancati,  evidenzia che nel 2007 la dinamica del PIL umbro (+2,3%) è stata superiore a quella nazionale (+1,5%). L’anno si è chiuso con una “variazione sostanzialmente nulla del valore aggiunto” dell’industria e delle costruzioni e con “lo scarso peso dell’agricoltura alla formazione del prodotto regionale”. L’incremento del valore aggiunto complessivo è stato quindi generato – secondo il Rapporto - quasi interamente nel comparto dei servizi. Per quanto riguarda le tendenze di medio periodo, i dati dal 2005 al 2007 confermano un tasso di crescita medio del PIL (+1.9%) superiore a quello nazionale (+1,7%) e del centro Italia (+1,2%). Nel medio-lungo periodo,  relativo al decennio successivo l’introduzione dell’Euro (1997-07), il PIL regionale  è  cresciuto in misura appena maggiore a quello nazionale (+1.7% contro +1,5%), anche se rispetto a un periodo di crescita del Valore Aggiunto Industriale a livello nazionale (+2,6%) si è registrata in Umbria una minore crescita (+1,8%), a significare che il contributo dato dal settore industriale è stato relativamente modesto.
In materia di esportazioni, dall’avvio della “fase Euro” (1996-07) l’Umbria ha beneficiato di una favorevole specializzazione settoriale (in particolare metallo e prodotti in metallo) e  di performance positive sul fronte della competitività (la quota d’export umbro sul totale nazionale è passata dallo 0,90% del 1996 all’1,02% del 2007).
Per quanto riguarda la dinamica degli investimenti, il 39,3% delle imprese umbre ha fatto investimenti nell’ultimo triennio (a fronte del 34,7% del dato italiano). Circa il 36% delle imprese  utilizza forme di autofinanziamento per i nuovi investimenti (53% è il dato nazionale), mentre il ricorso all’indebitamento nella regione è in linea con la media dell’Italia (44% umbro a fronte del 43% nazionale).
E’ invece “molto inferiore alla media nazionale in termini di percentuale sul fatturato (0,41% del fatturato in Umbria contro lo 0,91% della media nazionale) la spesa media effettuata nel 2007 dalle imprese umbre per attività di Ricerca e Sviluppo.
Il dato  è inferiore alla spesa media nazionale anche se si considerano solo le imprese con attività di R&S  (9% contro il 12,3%). Nella regione  si registra poi una percentuale relativamente inferiore di imprese che non hanno introdotto nessun tipo di innovazione (circa 63% contro circa il 69% a livello Italia)
Di gran lunga superiore (23,4%)  al dato nazionale (14,1%) è  invece quello riguardante il numero di imprese che ha avuto attività con l’estero. Di queste circa l’82% esporta propri prodotti, il 15% ha accordi commerciali e solo il 6% circa è interessato da esportazioni indirette. Una percentuale marginale (0,2%) ha internazionalizzato la propria produzione (0,5% il dato nazionale) ed anche altre forme di internazionalizzazione più avanzate hanno una intensità molto inferiore alla media nazionale.
Per quanto riguarda gli aiuti pubblici, il 6,6% delle imprese umbre dichiara di aver ricevuto agevolazioni (7,2% è il dato medio nazionale): un dato riconducibile essenzialmente ai comportamenti tenuti da micro e, soprattutto,  da grandi imprese (l’8,5% delle grandi imprese umbre ha avuto accesso ad agevolazioni pubbliche, a fronte di un dato medio nazionale del 24,4%).
Sui potenziali effetti dell’agevolazione pubblica sugli  investimenti, le imprese umbre sono particolarmente ottimiste. E’ minore il numero di imprese che dichiara una totale inefficacia di un eventuale incentivo (6,0% in Umbria contro l’11,9% italiano), allo stesso tempo è superiore l’incidenza di imprese che attraverso un aiuto pubblico anticiperebbero investimenti (4,6% in Umbria; 1,7% a livello nazionale) o riceverebbero un beneficio su altre grandezze (25,2% dato regionale; 7,6% quello nazionale).
Circa il 12,2% delle imprese umbre ha un giudizio negativo sugli aiuti pubblici; il 13,5% ha un giudizio abbastanza positivo, poco meno della metà esprime un apprezzamento neutro ed un 27% non sa, non ha esperienza o non risponde. I giudizi negativi sono motivati, in prevalenza, dagli elevati costi amministrativi (50% circa in Umbria a fronte di un dato medio nazionale del 31%) e dalla presenza di vincoli di concentrazione temporale degli investimenti (38% circa nella regione rispetto ad un 27% medio nazionale).
Per quanto riguarda il sistema di agevolazione delle imprese, le erogazioni complessive (regionali e nazionali) in Umbria nel periodo 2002-2007 hanno visto un moderato calo di risorse. Nel 2007 (44,8 Milioni di euro) c’è una diminuzione del 14,9% rispetto al dato di inizio periodo (52,7 Milioni di euro) e, in rapporto al 2006, c’è stata una contrazione delle risorse gestite a livello nazionale (23,5 Milioni di euro nel 2007, -35,0% rispetto al 2006), compensata solo in minima parte da un leggero aumento delle erogazioni “regionali” (da 20,4 nel 2006 a 21,4 Milioni di euro nel 2007). Aumenta conseguentemente il peso della quota relativa alle politiche regionali (dal 36,1% sul totale nel 2006 al 47,6% nel 2007).
La netta diminuzione delle erogazioni a livello centrale è determinata dall’andamento negativo dei Contratti d’Area (da 9,2 Milioni di euro a 2,4 Milioni di euro nel 2007) e dall’esaurimento delle risorse della  488 Ricerca (nel 2006 l’erogato ammontava a 7,2 Milioni di euro).  Per quanto riguarda l’andamento nel 2007 delle risorse derivanti da  strumenti “regionali”, la sostanziale stabilità dell’aggregato è il risultato di forti variazioni: da una parte l’incremento sostenuto dell’Azione 2.1.3 del DOCUP (Documento Unico di Programmazione) 2000-2006 (sostegno agli investimenti delle PMI: 10,7 Milioni di euro nel 2007; +39,2% rispetto all’anno precedente) e dell’azione 3.1 (Sostegno alle imprese per la riqualificazione ambientale: 3,0 Milioni di euro nel 2007); dall’altra l’azzeramento delle risorse relative ad altri strumenti: l’azione 2.2.3 del DOCUP 2000-2006 e i PIA (Pacchetti integrati di agevolazioni).
Secondo il Rapporto, le politiche di sostegno in Umbria nel 2007 emergono come particolarmente orientate verso obiettivi “generalisti”, penalizzando gli obiettivi a sostegno delle funzioni considerate maggiormente “dinamiche”: per Ricerca e Innovazione, infatti, l’Umbria investe il 6,7% del totale erogato contro il 13,7% delle Marche, il 28,5% della Toscana, il 41,0% dell’Emilia Romagna; per l’obiettivo Internazionalizzazione il dato umbro si ferma al 2,7% a fronte di regioni che investono quasi un quinto delle proprie disponibilità (Lombardia 19,9%; Emilia Romagna 18,3%, Veneto 16,3%).

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