SCUOLA Maria Prodi: "Su tempo pieno sperequazioni tra le regioni"
• 16 settembre 2009 15:33
“Il Ministro Gelmini annuncia un aumento dell’8 per cento del tempo pieno, ma si tratta di un misero 2 per cento, peraltro mal distribuito tra le regioni”. Lo afferma l’assessore regionale all’Istruzione Maria Prodi intervenendo sulle questioni legate all’attuazione del tempo pieno. “I dati – sostiene Prodi - indicano un 25 per cento di classi attivate dal Ministero contro una richiesta delle famiglie che arrivava ad oltre il 30 per cento. C’è poi – sostiene l’assessore - una sperequazione nella distribuzione del tempo pieno tra le regioni. Al quasi 46% di classi a tempo pieno della Lombardia si oppone un 5,8% della Campania. L’Umbria non raggiunge il 18%, mentre oltre il 30% delle famiglie ne aveva fatto richiesta. A ciò va aggiunto che i costi per servizi delle attività pomeridiane gravano nella maggior parte dei casi sui bilanci comunali. Va anche registrata – prosegue – la sperequazione occupazionale fra le regioni che hanno mantenuto il tempo pieno e quelle che hanno visto ‘smontare i moduli’ senza avere in compensazione che qualche frazione percentuale in più di classi a tempo pieno. L’eliminazione delle compresenze alle elementari ha infatti riguardato le classi organizzate a ‘modulo’, mentre quelle a tempo pieno hanno mantenuto i due maestri. Le indicazioni del Ministero sul modello del maestro unico o prevalente sono comunque contraddittorie - conclude l’assessore. Il Ministero ha dovuto infatti specificato nell’atto di indirizzo dell’8 settembre che la scuola nella sua organizzazione interna ha piena autonomia e disponibilità di utilizzo degli insegnanti”.






















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