SANITA’I sindacati: "La salute è un diritto". Chiesto un confronto con la Regione
Mauro Sedda • 15 settembre 2009 16:44

I Coordinamenti Regionali alla Sanità e le Segreterie Regionali Fp-Cgil Fp-Cisl Fpl-Uil unitamente alle Segreterie Regionali di Cgil Cisl Uil, esprimono forte preoccupazione per lo stato del confronto con l’Assessore alla Sanità, fermo ormai da mesi.
La situazione che si è venuta a creare - riferisce la nota dei sindacati - sta penalizzando l’efficienza del sistema sanitario a scapito dei servizi ai cittadini umbri e il lavoro di tutti gli operatori che, con sforzi eccezionali e con grande professionalità, hanno fino ad ora saputo garantire la qualità e l’accessibilità delle prestazioni, oltre che l’apertura di nuovi servizi sanitari.
Per le OO.SS. diventa, quindi, inderogabile ed essenziale ripristinare un sistema di corrette relazioni sindacali e consolidare le positive esperienze sanitarie umbre, adeguando il servizio pubblico alle nuove e mutate esigenze sanitarie dei cittadini.
Lo stesso nuovo Piano Sanitario Regionale, - prosegue il comunicato - pur contenendo obiettivi condivisibili, necessita, anche alla luce del confronto ancora aperto all’interno della Conferenza Stato – Regioni, di una verifica sulle effettive risorse disponibili, sulla fattibilità dei progetti contenuti.
La mancanza del confronto sindacale a livello regionale sta, dunque, aggravando una situazione già di per sé complessa determinata da scelte sbagliate del Governo nazionale in tema di programmazione.
Scelte che vedono una consistente e sostanziale riduzione della spesa sanitaria nel biennio 2010-2011 pari a 5 miliardi (7 miliardi rispetto all’attuale patto della salute), prevedendo per l’anno 2010 - per la prima volta nella storia del servizio sanitario nazionale - un finanziamento sanitario inferiore all’anno precedente e la cancellazione del Fondo nazionale per la non autosufficienza di 400 milioni di euro.
Secondo le organizzazioni sindacali pensare, quindi, di essere in grado di tenere in equilibrio il sistema e il servizio pubblico, senza riconoscere il ruolo e il contributo degli operatori sanitari, senza il rilancio di una politica di condivisione degli obiettivi è un grave errore, che porterà a conseguenze negative per tutti, in particolare, per i cittadini.
Riqualificazione, formazione permanente, completamento del superamento al precariato;
Effettivo riconoscimento di un quadriennio di risorse contrattuali previste dal C.C.N.L.;
Una seria politica sulle dotazioni organiche che riconsideri, in ragione del mantenimento della qualità e dell'entità dei servizi, tutti i provvedimenti adottati a livello regionale che prevedono la riduzione della spesa personale, aggiuntivi ai tagli nazionali;
Piena applicazione degli obblighi previsti dalla legge 68;
Rispetto del ruolo delle rappresentanze sindacali unitarie.
Sono, per il sindacato, - spiegano - i presupposti per aprire una nuova fase basata su un potenziamento del servizio pubblico, nell’interesse dei cittadini.
Per raggiungere questi obiettivi secondo le organizzazioni sindacali diventa prioritario rafforzare l’assetto e le funzioni dell’assessorato regionale alla sanità in linea con le norme approvate dal Consiglio Regionale e di scelte politiche coraggiose e coerenti, con la convinzione che l’Agenzia Sanità Umbra non possa e non debba assumere un ruolo di indirizzo e di governo della sanità regionale.
Risorse contrattuali, riqualificazione del personale, adeguamento delle dotazioni organiche, una contrattazione decentrata di qualità che metta al centro il ruolo e il valore del lavoro dell’operatore sanitario pubblico oltre che la dignità degli utenti, sono l’unica vera strada da percorrere in alternativa al tentativo di ritornare alle gabbie salariali e di smantellare il servizio pubblico.
In ragione di ciò, i sindacati, anche alla luce del recente rinnovo del c.c.n.l, chiedono l’apertura del tavolo di confronto e di negoziazione con la Regione e, in assenza di un confronto soddisfacente o ulteriormente differito nel tempo, proclameranno lo stato di agitazione e la mobilitazione nella sanità umbra.
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