MOBILITAZIONE CONTRO LA CRISIPerugia, stamattina presidio del sindacato davanti alla Prefettura. Le richieste: "Stop ai licenziamenti e raddoppiare la cassa integrazione"
Mauro Sedda • 22 settembre 2009 17:11

“La provincia di Perugia è una delle dieci province italiane più colpite dalla crisi”. Lo dice Unioncamere e lo ha ribadito stamattina Mario Bravi, segretario generale della Cgil di Perugia, intervenendo a conclusione del presidio organizzato dal sindacato davanti alla Prefettura del capoluogo, simbolo del Governo nazionale sul territorio.
Un appuntamento, quello di stamattina, che arriva a conclusione di una settimana di mobilitazione straordinaria contro la crisi, che ha visto la Cgil impegnata in iniziative in tutte le zone del territorio provinciale, per mettere in risalto quelle che Bravi definisce “le diverse facce della crisi”.
“Abbiamo circa 10mila lavoratori e lavoratrici interessate dagli ammortizzatori sociali nella nostra provincia e temiamo che molte aziende siano in procinto di passare ai licenziamenti”, ha spiegato Bravi. “Per questo - ha aggiunto - qui davanti al palazzo del Governo chiediamo con forza il raddoppio delle settimane di cassa integrazione e questo non solo per tutelare i lavoratori e le fasce più deboli della popolazione, ma anche perché dobbiamo uscire dalla crisi salvaguardando il nostro apparato industriale”.
Superare i ritardi nei pagamenti della cassa integrazione, che per molti lavoratori non è ancora arrivata, e aprire tavoli territoriali contro la crisi, all'interno dei quali tutte le associazioni delle imprese si impegnino a “non licenziare nessuno”, sono le altre richieste che la Cgil ha avanzato stamattina, anche alle istituzioni locali presenti (c'erano gli assessori Giuliano Granocchia per la Provincia e Giuseppe Lomurno per il Comune di Perugia).
“Per una settimana siamo andati in giro per la provincia per toccare con mano la durezza di questa crisi - ha concluso Bravi - e ora ci sentiamo di lanciare una sfida sulla quale ci auguriamo che Cisl e Uil diano una risposta positiva come lasciano sperare i buoni segnali che arrivano dal contratto degli alimentaristi. Però - ha aggiunto il segretario della Camera del Lavoro - Cisl e Uil dovrebbero riflettere sul fallimento dell'accordo separato che hanno fatto a gennaio e che fa acqua da tutte le parti. E' necessario - ha concluso - che ci sia su questo una riflessione profonda per costruire una grande iniziativa unitaria”.
Il presidio, molto partecipato considerando che quella di oggi era una giornata lavorativa a tutti gli effetti, si è concluso con una serie di appuntamenti che la Cgil si è data per le prossime settimane. Il primo è quello del 3 ottobre a Roma, per la grande manifestazione nazionale sulla libertà di informazione (la Cgil organizzerà 12 pullman dall'Umbria), il secondo, sempre a Roma, è per lo sciopero nazionale dei metalmeccanici indetto dalla Fiom per il 9 ottobre e il terzo è invece a Perugia per il 23 ottobre quando la Cgil regionale terrà un'iniziativa intitolata “Prima firma”, con ospite Oliviero Bea, per lanciare la campagna di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sull'apprendimento permanente.
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