CONSIGLIO REGIONALEIl Comitato per la legislazione approva un progetto “taglia leggi” e una clausola valutativa sul Piano di tutela delle acque
Mauro Sedda • 30 settembre 2009 16:33

Il comitato per la legislazione del consiglio regionale ha approvato la proposta di clausola valutativa in riferimento al piano regionale di tutela delle acque, per la tutela dall'inquinamento ed alla corretta gestione delle risorse idriche. Lo comunica una nota del Consiglio regionale. Nella seduta odierna - si legge nel comunicato - è stato anche definito l'iter di un progetto di semplificazione normativa denominato “taglia-leggi”, da realizzare con la collaborazione di tutte le strutture della giunta regionale, attraverso il quale il comitato per la legislazione ha già individuato un centinaio di leggi regionali che, di fatto, risultano superate e possono pertanto essere eliminate dall'ordinamento legislativo umbro.
In riferimento alla clausola valutativa, invece, che consiste - spiegano dalla Regione - in uno specifico articolo di legge attraverso il quale si attribuisce un mandato informativo ai soggetti incaricati dell'attuazione della stessa legge di fornire all'organo legislativo una serie di informazioni su tempi e modalità d'attuazione della legge, quindi ad evidenziare eventuali difficoltà emerse nella fase d'implementazione e a valutare le conseguenze che ne sono scaturite per la collettività regionale, la proposta elaborata dal comitato prevede che a partire dal marzo 2011 la giunta presenti al consiglio una relazione che illustri le misure adottate in attuazione del piano di tutela delle acque. Gli aspetti che dovranno essere evidenziati sono i seguenti: livello di efficienza raggiunto dai sistemi di depurazione, stato di qualità ambientale dei corpi idrici e trend degli elementi inquinanti. A partire dal marzo 2012 - conclude la nota -, e successivamente con cadenza annuale, la giunta regionale dovrà presentare al consiglio una relazione di sintesi che illustri i risultati del monitoraggio previsto nel piano di tutela delle acque, confrontando i risultati attesi e quelli raggiunti in relazione all'obiettivo generale che, entro il 31 dicembre 2015, prevede il raggiungimento dello stato ambientale “buono” per ciascun corpo idrico.
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