LEGGE ELETTORALELa protesta di Dottorini: "Siamo contrari a capilista 'bloccati' e listini. Indecente uno sbarramento di fatto al 5.3 %"
Mauro Sedda • 30 settembre 2009 17:08

Il capogruppo regionale dei Verdi e Civici, Oliviero Dottorini, ha ribadito oggi la sua contrarietà alla proposta di legge elettorale regionale in discussione a Palazzo Cesaroni: “Siamo contrari a capilista bloccati e a listini e riteniamo indecente la proposta di introduzione di uno sbarramento al 5.3 %, che rappresenta soltanto un modo per introdurre il bipartitismo non attraverso la selezione elettorale ma attraverso veri e propri stratagemmi normativi”.
L’ipotesi che viene avanzata in questi giorni è una proposta che non solo toglie in parte la possibilità di scelta agli elettori, ma è concepita per avvantaggiare soltanto i due partiti maggiori. Non ci stiamo riferendo allo sbarramento del 4 % che, pur molto discutibile, potrebbe avere il significato di indicare una direzione di semplificazione del sistema politico italiano e regionale. Stiamo parlando di una legge di dubbia costituzionalità, fatta su misura per due soli partiti, che decapita la democrazia ponendo sbarramenti che non esistono in nessuna regione d’Italia. Un inganno ai danni degli elettori, il tentativo di eliminare ogni voce libera non attraverso la forza dei numeri, delle politiche e delle idee, ma attraverso inganni e stratagemmi”.
“Noi - aggiunge - siamo in linea di principio contrari a listini e capilista bloccati perché questo impedisce ai cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti. Ammettiamo una soglia di sbarramento che non sia superiore a quella che probabilmente fisserà il governo, quindi non superiore al 4 %. Porre la soglia di sbarramento al 5.3 % in provincia di Perugia e al 14 % in provincia di Terni, togliendo i resti dalla disponibilità di chi ha ottenuto più voti, rappresenterebbe, invece, un’offensiva antidemocratica senza precedenti per questa regione”.
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