CELEBRAZIONII Francescani in visita alla Camera. Il custode del Convento di San Francesco: "Si ritrovi un clima di rispetto e di dialogo nel Parlamento e nella società"
Mauro Sedda • 02 ottobre 2009 18:18

“Si ritrovi un clima di concordia, di rispetto e di dialogo nel Parlamento. Si attui un supplemento di attenzione e di sostegno politico e sociale ai cittadini in difficoltà per la crisi economica e si predispongano leggi, progetti e sostegni forti per creare la cultura dell'accoglienza nei confronti degli immigrati”. Questi gli auspici espressi questa mattina alla Camera dal custode del Sacro convento di San Francesco d'Assisi, padre Giuseppe Piemontese, a margine delle celebrazioni del settantesimo anniversario della proclamazione di San Francesco patrono d’Italia. Erano presenti anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, e il capogruppo Pd, Antonello Soro.
“Formuliamo sommessamente e con fiducia - ha aggiunto padre Piemontese - tre auspici legati a questo particolare momento storico della nostra Italia: che si ritrovi e sia favorito un clima di concordia, di rispetto e di dialogo nella società, nel Parlamento e nelle comunità tra i vari interlocutori. Nel nome di San Francesco - ha proseguito - si interrompa lo scontro delle buone volontà e si avvii una stagione nuova di dialettica costruttiva sulle idee e di rispetto delle persone”.
“La particolare congiuntura mondiale e lo stato di necessità di tante persone - ha dichiarato ancora il custode - richiedono un supplemento di attenzione e di sostegno politico e sociale per i singoli cittadini, specialmente per le famiglie, già provati da disoccupazione e preoccupazioni varie”.
Un altro tema toccato dal francescano è quello dell’immigrazione. “Nella nostra Italia - ha detto - la presenza di genti e cittadini, provenienti da culture e paesi molteplici, ci impone di predisporre, nel nome di Francesco, leggi, progetti e sostegni forti ed efficaci per creare la cultura dell'accoglienza, del rispetto di ogni persona e dell'integrazione positiva e creativa”.
“E' necessario creare in Italia una cultura di disponibilità, di dialogo e di accoglienza, solo così sul terreno dell'immigrazione sarà possibile mettere in atto azioni concrete come l'acquisizione della cittadinanza dopo cinque anni nel Paese”, proposta riguardo alla quale i francescani si dichiarano favorevoli.
Noi - conclude il custode - siamo orientati alla fraternità, viviamo la fraternità, che è comunione, che è incontro che è dialogo, che è integrazione di differenze. Non è che già viviamo tutto questo, siamo in un contesto nel quale siamo orientati a crescere in questa direzione, e quanto più si cresce nella dimensione della comunione e dell'unità, tanto più si è ricchi, si è contenti e si fanno contente più persone”. E’ ciò che i francescani desiderano che si realizzi in Italia.
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