L’ADDIOE’ morto Gino Giugni, il cordoglio del mondo politico umbro
Mauro Sedda • 05 ottobre 2009 16:48

E’ morto il padre dello statuto dei lavoratori.
Gino Giugni si è spento ieri a Roma dopo una lunga malattia. L’ex Ministro della Repubblica Italiana, nato a Genova il 1° agosto del 1927, nel 1969 aveva avuto un ruolo cruciale nella stesura dello statuto dei lavoratori presiedendo la commissione nazionale che aveva redatto, appunto, il testo unico sulle tutele e diritti delle classi lavoratrici.
Il cordoglio
Le seguenti dichiarazioni sono state rese note dal Consiglio Regionale dell’Umbria.
Gianluca Rossi. "Figura fondamentale del riformismo italiano, il suo insegnamento sia fonte d'ispirazione per il centrosinistra tutto ed in particolare per il Partito democratico". Gianluca Rossi, capogruppo del Pd alla Regione Umbria, ricorda così Gino Giugni: "Uomo politico di rettitudine difficilmente eguagliabile, ha dato un contributo centrale per modernizzare il diritto del lavoro e le relazioni industriali in Italia, ponendo al centro il tema ancora attuale dell'equilibrio tra solidarietà sociale e competitività del sistema produttivo. Il pensiero di Giugni - per il capogruppo del Pd - è a pieno titolo patrimonio culturale dei democratici italiani".
Fabrizio Bracco. “A nome dell’Assemblea legislativa dell’Umbria esprimo il più vivo cordoglio per la morte di Gino Giugni, figura di spicco del riformismo italiano, insigne studioso di diritto del lavoro, ‘padre’ dello Statuto dei Lavoratori”. Il presidente del Consiglio regionale, Fabrizio Bracco, partecipa al lutto per la scomparsa “di un uomo che nel corso della sua intensa vita politica, istituzionale e professionale, ha sempre testimoniato i valori più alti della sinistra riformista italiana”.
Mauro Tippolotti e Pavilio Lupini. “La scomparsa di Gino Giugni addolora la sinistra e l’intero movimento dei lavoratori”. Così i consiglieri regionali Mauro Tippolotti e Pavilio Lupini (Sinistra per l'Umbria) manifestano il loro cordoglio per la morte del giurista, di cui ricordano “il ruolo fondamentale e l’impegno personale per definire il testo della Legge 300 (lo Statuto dei lavoratori), che rappresenta una grande conquista civile e sociale per il nostro paese”.
Secondo Tippolotti e Lupini “il miglior modo per onorare la sua memoria e quella di tutti coloro che come lui si sono battuti per i diritti dei lavoratori, non può che essere quello di continuare ad operare per la dignità del lavoro e per la difesa dei diritti, soprattutto in un momento storico in cui i lavoratori stessi rischiano di pagare le conseguenze dell’attuale crisi economica”.
Stefano Vinti. “Mi associo alle parole di cordoglio espresse dal presidente del Consiglio regionale dell’Umbria per la scomparsa di Gino Giugni, uno dei padri dello Statuto dei lavoratori”. Così Stefano Vinti, capogruppo di Rifondazione comunista, interviene a proposito della scomparsa di Giugni, che “in quella stagione seppe interpretare pienamente e nel migliore dei modi le aspettative del mondo del lavoro del nostro paese e con lo Statuto dei lavoratori riuscì a imprimere nella legislazione della Repubblica la spinta democratica e progressista dell’autunno caldo e delle lotte sindacali”.
Per Vinti “la figura di Giugni resterà indelebilmente legata alla legge 300, ma tanti sono i contributi da lui portati al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per il movimento operaio italiano. Non a caso venne preso di mira già nel 1983 dalle Brigate rosse, nella loro strategia di attacco al movimento operaio”.
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