LE REAZIONILodo Alfano. Vinti (Prc-Se) e Dottorini (Verdi e Civici) chiedono le dimissioni del Premier. Bracco sull’attacco al Presidente della Repubblica da parte di Berlusconi: "Grave la delegittimazione degli organi di garanzia dello Stato". Tracchegiani (La Destra) esprime solidarietà al Primo Ministro
Mauro Sedda • 08 ottobre 2009 17:33

Ecco le reazioni del mondo politico umbro nel giorno seguente alla bocciatura del Lodo Alfano, ritenuto incostituzionale dalla Consulta. Le dichiarazioni che seguono sono state rese note dal Consiglio Regionale dell’Umbria.
Il Presidente Bracco. “Le decisioni della Corte costituzionale, come le dichiarazioni del Presidente della Repubblica possono essere condivise o non, ma non possono certo essere oggetto di attacchi e accuse improprie e scomposte”. Il presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Fabrizio Bracco, interviene sulle polemiche seguite alla dichiarazione di illegittimità del “Lodo Alfano” da parte della Consulta, e sottolinea che “in un regime liberaldemocratico, in una Democrazia fondata su una Costituzione che riconosce e interpreta ruoli e funzioni degli organi di garanzia dello Stato, la delegittimazione degli stessi comporta la conseguente, pericolosa e grave delegittimazione dell’intero sistema costituzionale”.
Secondo il presidente del Consiglio regionale sono gli organi di garanzia e la divisione dei poteri che “differenziano le democrazie liberali (basate sulla tutela di tutti i cittadini) dalle democrazie popolari - o meglio populiste - le cui decisioni sono prese senza la tutela di chi non le condivide”.
“Nelle democrazie costituzionali e liberaldemocratiche - spiega Bracco - le forme attraverso le quali si assumono le decisioni sono in grado di garantire tutti: ogni cittadino, ogni soggetto politico, ogni soggetto istituzionale. E il rispetto sostanziale della Costituzione - aggiunge - il corretto atteggiamento dei rappresentanti delle istituzioni, assieme alla rigorosa applicazione della nostra Carta è il principale e più efficace antidoto a quella che Tocqueville definiva ‘dittatura della maggioranza’. La Democrazia - conclude Bracco - non corrisponde, infatti, al solo potere di una maggioranza, ma, come ammoniva Popper, è il ‘delicato gioco di contrappesi capaci di stabilire delle garanzie reciproche, incrociate e diffuse’”.
Stefano Vinti. “La sentenza della Corte costituzionale che sancisce l’incostituzionalità del lodo Alfano è un’ottima notizia”. Lo afferma il capogruppo regionale di Rifondazione comunista Stefano Vinti, che ricorda come il suo partito avesse raccolto le firme, “tante anche in Umbria” per indire un referendum che cancellasse “l’obbrobrio istituzionale che garantiva l’impunità a Berlusconi”.
“Non stupisce la reazione del premier, scomposta e arrogante - dice Vinti - che rifiuta di considerarsi uguale a tutti gli altri cittadini italiani, almeno di fronte alla legge. Evidentemente per lui si tratta di una cosa insopportabile. A Napolitano e ai giudici della Corte accusati pesantemente da Berlusconi di essere non solo di parte, ma addirittura di sinistra, va la nostra solidarietà. Berlusconi - aggiunge Vinti - ha perso la testa, oltre che l’impunità, e speriamo che a breve perda anche il consenso e la fiducia degli italiani. Rifondazione comunista - conclude - di fronte agli attacchi del premier, alla sua reazione rabbiosa e alle farneticanti dichiarazioni dell’alleato Bossi, chiede un atto di responsabilità al governo di centro destra: si dimetta e si faccia giudicare il popolo italiano”.
Oliviero Dottorini. "Occorre una mobilitazione nazionale in difesa della Costituzione, per chiedere le immediate dimissioni del Presidente del Consiglio e il ritorno alle urne. A maggior ragione dopo la reazione scomposta e pericolosa cui stiamo assistendo”. Così Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, riferendosi alle ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi in seguito alla bocciatura da parte della Corte costituzionale del Lodo Alfano. Per Dottorini, l’incostituzionalità del lodo Alfano nasce dalla “palese violazione di uno dei cardini della nostra democrazia, quello che prevede che i cittadini italiani sono uguali di fronte alla legge. Un principio duro da accettare per chi, di norma, confonde i propri interessi personali con quelli del paese”.
Secondo l’esponente dei Verdi e Civici era facilmente intuibile come il Lodo Alfano “votato a maggioranza semplice dal Parlamento, non bastasse per cambiare uno dei principi costituzionali più importanti: l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Il fatto che il capo del governo non accetti questo elementare dato di realtà, accettando di tornare tra i comuni mortali, è molto grave. E il fatto che i giudici supremi abbiano rifiutato l’ennesima legge ad personam - aggiunge - è solo un bene per il nostro ordinamento giuridico che si vede in qualche modo risarcito di tutto tempo trascorso dal governo in carica ad occuparsi più degli affari privati di una persona che non di un rinnovamento generale del sistema processuale. Per non parlare delle tante occasioni di riforma perse, magari perché confliggenti con gli interessi del premier: dalle banche ai media e alle assicurazioni. Per questo - conclude Dottorini - è necessario fare sentire la voce e l’indignazione di quanti credono ancora in un paese di uguali, almeno davanti alla legge”.
Aldo Tracchegiani. "Esprimo la mia solidarietà al presidente Berlusconi contro il quale è stata utilizzata, da subito e in maniera strumentale, la sentenza della Corte costituzionale". Così il consigliere regionale Aldo Tracchegiani (La Destra) in merito alla dichiarazione di illegittimità del ‘lodo Alfano’.
Tracchegiani, pur non entrando nel merito della decisione della Consulta rileva che le forze di opposizione della sinistra “devono riflettere sul fatto che la legge bocciata porta anche la firma del presidente della Repubblica. Questo governo, di cui La Destra non è di certo parte integrante - aggiunge - sta operando bene su diversi fronti per i quali noi ci siamo sempre battuti: lotta all'immigrazione, recupero dei fondi depositati all'estero, investimenti per le forze dell'ordine, difesa dei prodotti italiani. Penso peraltro che nessun italiano privo di senno possa criticare la fulminea ricostruzione in Abruzzo e la prontezza dello stesso intervento dopo il disastro in provincia di Messina". Tracchegiani invita quindi a non strumentalizzare le sentenze degli organi costituzionali “per intentare un processo ai danni del presidente del consiglio”.
"Il lodo Alfano - spiega l’esponente de La Destra - era stato progettato per escludere le quattro maggiori cariche dello Stato dai processi penali: non scordiamoci però che anche il presidente del Consiglio è una figura prevista dalla costituzione democratica, e non può essere quindi fatta oggetto di attacchi spudorati da chi si erge, nello stesso tempo, a difensore delle istituzioni democratiche".
Il consigliere de La Destra conclude concordando con quanto espresso dal presidente Berlusconi circa l'opportunità di proseguire nel proprio lavoro, “onde evitare che le vicende giudiziarie tornino a monopolizzare il dibattito politico mettendo in secondo piano le priorità del Paese".
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