POLITICALettera aperta di Vinti: "Dare forza ad un progetto in grado di ricostruire una sinistra forte ed autorevole"
Mauro Sedda • 12 ottobre 2009 16:35

“La fase che le istituzioni democratiche stanno attraversando è delicata e bisogna prendere atto della necessità di dare forza ed autorevolezza ad un progetto in grado di ricostruire nella società una sinistra forte ed autorevole”. Ad affermarlo è il consigliere regionale Stefano Vinti (Prc Se), con una lettera aperta inviata “alle compagne ed ai compagni di Sinistra democratica, del Movimento per la sinistra, di Sinistra critica”. Lo rende noto un comunicato del Consiglio regionale dell’Umbria.
Vinti spiega che “le ultime vicende congressuali dei Verdi e le dichiarazioni di autorevoli esponenti socialisti umbri testimoniano il fallimento del progetto di Sinistra e Libertà, nato forse con un obiettivo ambizioso ma che, come ritenevamo, ha palesato le contraddizioni e le forzature alle quali non ha saputo dare sbocchi e risposte. All’indomani del fallimento della Sinistra arcobaleno - prosegue - Rifondazione comunista ha ritenuto invece fin da subito di percorrere un’altra strada, un percorso federativo per la costruzione di un grande soggetto politico della sinistra italiana che senza bruciare le tappe e nel pieno rispetto delle identità di tutti potesse ricostruire una forza politica nettamente alternativa alle destre, ma autonoma ed altrettanto alternativa strategicamente al Pd. La vocazione maggioritaria - aggiunge il consigliere regionale - ha mostrato tutti i suoi guasti regalando agli italiani un governo Berlusconi quanto mai solido ed una opposizione in Parlamento diafana ed inconcludente. Il voto parlamentare sullo scudo fiscale ne è una testimonianza quanto mai eloquente cosi come testimonia il progressivo ed inesorabile scivolamento al centro del Partito democratico la scelta di non aderire allo sciopero della Fiom indetto esclusivamente affinché i lavoratori potessero votare la piattaforma del nuovo contratto”.
Il capogruppo di Rifondazione comunista a Palazzo Cesaroni evidenzia, inoltre, il fatto che “a sinistra il rischio è duplice: da una parte chi ritiene di rappresentare un rammendo alla coperta troppo corta del centro sinistra, dall’altra la prospettiva di relegare la sinistra in un ruolo di mera testimonianza”. Per questo motivo Vinti invita Sinistra democratica, Movimento per la sinistra e Sinistra critica “ad aprire un confronto con Rifondazione comunista e con le altre forze che stanno costruendo la Sinistra di alternativa (Socialismo 2000 e Pdci) per avviare un ragionamento comune e contribuire ad una sinistra unita che possa rimettere al centro del dibattito politico e sociale le grandi questioni del lavoro, dei diritti civili, dell’ambiente, della laicità, una grande sinistra forte ed autonoma in cui tutte le soggettività possano riconoscersi con le loro identità e rappresentare così insieme un interlocutore autorevole e determinante per il futuro del Paese, come ci dicono le recenti elezioni in Germania, Portogallo e Grecia. Il patto tra Pdci, Prc e Socialismo 2000, sotto il nome di Federazione della sinistra di alternativa, non comporta lo scioglimento in automatico delle formazioni politiche in Umbria e nel Paese. E' un primo passo per unire la sinistra ed insieme decideremo di fare 10 punti programmatici per i lavoratori, per l'ambiente, i beni comuni e per il Paese”.
“L’emergenza democratica che stiamo vivendo - conclude Vinti - può essere un punto d’avvio per la costruzione di una mobilitazione comune delle opposizioni per chiedere le dimissioni di Berlusconi e le elezioni anticipate, un invito che Rifondazione comunista lancia a tutte le forze della sinistra per ripartire insieme dimenticando il passato, i personalismi e le rivalità contro il pericolo, in caso contrario, di non avere più in Italia una vera forza di sinistra credibile e autorevole”.
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