ISTRUZIONELa Giunta Regionale elabora un bando a sostegno del sistema scolastico regionale
Mauro Sedda • 20 ottobre 2009 17:42
Sostenere le istituzioni scolastiche dell’Umbria con progetti per il potenziamento dell’offerta di istruzione e formazione e che utilizzino i precari espulsi dal mondo della scuola a seguito della riforma Gelmini. E’ quanto si propone la Giunta regionale dell’Umbria che, su proposta dell’assessore all’istruzione Maria Prodi, sta elaborando un apposito bando rivolto alle autonomie scolastiche e diretto a supportare la qualità del sistema educativo regionale. Un “tavolo”, da istituire tra Regione Umbria e Ufficio scolastico regionale, darà il contributo tecnico necessario ad individuare le misure da attivare. A comunicarlo è una nota della Regione Umbria.
“I provvedimenti assunti dal governo nazionale - ha osservato Maria Prodi - hanno messo in ginocchio il mondo dell’istruzione. Solo in Umbria c’è stato un taglio agli organici di 623 persone, tra docenti e personale ATA, che hanno visto contrarsi le possibilità di inserimento dei precari e prodotto situazioni di disagio per alunni e famiglie. Per sfuggire alle conseguenze delle proprie decisioni - ha proseguito - il governo ha emesso un decreto che non aggiunge un euro a favore dei precari non riconfermati, attribuisce loro gli ammortizzatori cui aveva già comunque diritto, rimanda il problema occupazionale alle regioni.
Il bando, - prosegue la nota - per il quale la Regione stanzia 450 mila euro di risorse proprie, sarà principalmente rivolto a progetti finalizzati ad aumentare il livello quantitativo e qualitativo dell’orientamento scolastico e professionale; all’inserimento degli studenti stranieri e a favorire la coesione sociale nel territorio di riferimento; alla valorizzazione ed alla diffusione delle diverse forme di collegamento con il mondo del lavoro e all’integrazione dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro; all’inserimento e accompagnamento degli studenti con disabilità e rischio di marginalità sociale; al rafforzamento dell’insegnamento dell’informatica “open source” e delle nuove tecnologie, della matematica e delle scienze nella scuola e nella formazione; a favorire l’innovazione scolastica ed a migliorare la qualità dell’offerta scolastica anche attraverso la formazione del personale della scuola; alla promozione dei processi delle competenze di base anche degli adulti.
La Regione - conclude il comunicato - condivide infine le preoccupazioni più volte espresse dai Dirigenti scolastici dell’Umbria e recentemente manifestate pubblicamente rispetto alla difficoltà di garantire il mantenimento perfino dei servizi di ordinaria amministrazione, a causa delle inadeguate risorse per il funzionamento delle scuole e per le supplenze.
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