DOMANI 8 ORE DI SCIOPEROPerugina, le parole del segretario generale della Cgil Umbria Mariotti
Mauro Sedda • 04 giugno 2009 18:55

In seguito alla proclamazione di otto ore di sciopero alla Perugina Nestlè per domani, venerdì 5 giugno, con presidio dei lavoratori davanti ai cancelli della fabbrica di San Sisto dalle ore 6.00 fino alle ore 10.00, il segretario generale della Cgil dell'Umbria, Manlio Mariotti, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.
"La decisione di Nestlé di cedere a Bauli i marchi Motta e Alemagna e le attività produttive di panettoni e colombe non può che destare inquietanti interrogativi e forti preoccupazioni nei lavoratori di Perugina e nel Sindacato.
Un atteggiamento, quello di Nestlé, che profila problemi molto seri tanto di metodo quanto di merito. La risposta dei lavoratori di San Sisto, con la proclamazione dello sciopero di 8 ore per domani venerdì 5 giugno, la possibilità che a questo inizio di mobilitazione possa far seguito, se Nestlé continuasse a non dare le risposte e i chiarimenti necessari, una manifestazione nazionale dell’intero Gruppo, dimostrano la determinazione con la quale maestranze e sindacato intendono contrastare i comportamenti di Nestlé e gli effetti negativi che potrebbero derivarne.
E’ incomprensibile che in una situazione di così acuta crisi economica, con il prospettarsi, per il paese, di una vera e propria emergenza occupazionale, con il rischio di un incrudirsi dei conflitti sociali, con la sempre più avvertita esigenza di preservare, in un così difficile e complesso passaggio, le condizioni di unità e coesione sociale, la Nestlé decida di modificare strutturalmente e strategicamente la sua presenza industriale in Italia senza informare, discutere, confrontarsi con il sindacato.
Nessuno può pensare, tanto meno Nestlé Italia, di utilizzare la crisi e le ripercussioni che ne conseguono per (ri)affermare una concezione unilaterale del governo del sistema delle relazioni sociali e industriali in Italia e in Umbria.
Segnali sbagliati in tal senso si sono già verificati anche nel clima e nei metodi di gestione del personale all’interno dello stabilimento di San Sisto. Così facendo si alimenta il conflitto, si rende più difficile la ricerca di soluzioni appropriate, si può mettere seriamente in discussione un proficuo e costruttivo percorso di relazioni industriali che ha segnato le vicende sindacali di Nestlé Perugina negli ultimi anni.
Peraltro le incognite che la cessione di Motta e Alemagna potrebbero determinare sui livelli produttivi ed occupazionali dello stabilimento di San Sisto e la vicenda del mancato rinnovo del contratto di appalto di Nestlé con la Cooperativa Euroservice di Castiglione del Lago, con la conseguente messa in discussione per oltre 100 donne del loro posto di lavoro, necessitano di risposte chiare, garanzie precise e di una piena assunzione di responsabilità da parte di Nestlé Italia.
L’Umbria già sta pagando un pesante tributo alla recessione economica, non possiamo permettere che si aggravi ulteriormente né tantomeno che qualcuno possa pensare di decidere scelte fondamentali per il suo futuro senza voler riconoscere né il ruolo e né le ragioni dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali".
Ceduti i marchi Motta e Alemagna
C'è rabbia e soprattutto forte preoccupazione tra i lavoratori della Perugina di San Sisto dopo la conferma arrivata ieri della cessione da parte di Nestlè all’azienda veneta Bauli delle attività produttive dello stabilimento di S.Martino Buon Albergo (Vr), dove si producono panettoni e colombe per i marchi Motta e Alemagna.
“La preoccupazione - come spiega Vincenzo Sgalla, coordinatore nazionale Nestlè Italia per la Flai-Cgil - è determinata dal fatto che circa il 30% delle produzioni di cioccolata che si effettuano in Perugina è destinato proprio ai marchi Motta e Alemagna”. Dunque, il sindacato pone un interrogativo fondamentale: cosa succede alle produzioni effettuate a Perugia? Quali saranno le conseguenze occupazionali?
“Tutte domande a cui la multinazionale non ha saputo o voluto rispondere”, prosegue Sgalla che sottolinea poi come “a differenza di quanto accade in altri Paesi, Nestlè decida in Italia di vendere pezzi strategici senza il minimo confronto preventivo con il sindacato”.
L'assemblea dei lavoratori Perugina che si è tenuta stamattina a San Sisto ha deciso dunque, a fronte di questa situazione, di proclamare otto ore di sciopero per la giornata di domani, venerdì 5 giugno. Lo sciopero sarà accompagnato nella mattina da un presidio della Rsu e dei sindacati davanti ai cancelli della fabbrica dalle ore 6.00 alle ore 10.00.
Ma i sindacati annunciano già da ora che si tratta soltanto dell'inizio di una mobilitazione che, in caso non arrivassero risposte soddisfacenti da parte di Nestlè, potrebbe presto portare ad una manifestazione nazionale dell'intero gruppo.
Vicenda Euroservice
Intanto, per oggi era previsto in Regione Umbria un incontro sulla vicenda Euroservice, la cooperativa di confiserie di Castiglione del Lago dove decine di donne rischiano il posto di lavoro a causa del mancato rinnovo del contratto di appalto con Nestlè. “L'incontro - fa sapere la Flai-Cgil dell'Umbria - è saltato e questo per noi è un altro brutto segnale”.
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