LAVOROLe proposte di Vinti per affrontare la crisi economica
Mauro Sedda • 10 novembre 2009 15:55

“Bloccare i licenziamenti per i prossimi 36 mesi attraverso l’intervento sulla legge che disciplina la riduzione di personale; riformare radicalmente l’indennità di disoccupazione e istituire il reddito sociale; contrastare la precarizzazione del lavoro superando la distinzione fittizia tra lavoro subordinato e parasubordinato, introducendo limiti all’utilizzo dei contratti a tempo determinato, un salario orario minimo da definire con riferimento ai minimi contrattuali per i lavoratori non coperti da contratto”. Da non tralasciare, inoltre, provvedimenti per “costruire un nuovo intervento pubblico per la riconversione ecologica dell’economia sul terreno del credito, della ricerca e sviluppo, delle politiche industriali e per la creazione diretta di nuovi posti di lavoro nel campo delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e della riqualificazione del patrimonio edilizio, della mobilità sostenibile, della riduzione e del riciclo dei rifiuti, della rete idrica, della messa in sicurezza del territorio; rilanciare la lotta per la giustizia fiscale, attraverso il contrasto all’evasione, l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie, l’istituzione di una imposta patrimoniale, il ripristino della progressività del prelievo per le società di capitali, l’armonizzazione a livello europeo della tassazione ambientale, per diminuire la pressione fiscale sul lavoro dipendente”. Sono queste, secondo quanto riferisce una nota della Regione, alcune delle strategie che per Stefano Vinti, capogruppo del Prc in Consiglio regionale, sono necessarie per affrontare la crisi economica e l'aumento della disoccupazione nelle regioni dell'Italia mediana.
“La crisi che nelle regioni Dell’’Italia mediana’ (Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria), escluso il Lazio, - spiega Vinti - nei primi sei mesi del 2009 ha portato ad un crollo delle assunzioni del 21%. La drastica flessione delle assunzioni è la conseguenza del drammatico calo degli ordini e del fatturato del sistema industriale e produttivo dell'Italia mediana nel suo complesso. Fonti accreditate indicano nel 21,4% la crescita delle persone in cerca di occupazione nei primi sei mesi dell'anno. Nello specifico sono aumentate le persone in cerca di lavoro del 38,7% nelle Marche, del 36,8 in Umbria, del 29,4 in Emilia-Romagna e del 5,7 in Toscana. Nell'Italia mediana - prosegue Vinti - fino a settembre, sono stimabili circa centomila lavoratori in cassa integrazione, contro i 13.922 del settembre 2008. Il tasso di disoccupazione è salito del 1,2%, arrivando al 5,7%, nelle quattro regioni considerate: + 0,3% in Toscana, + 1% in Emilia Romagna, 1,7% nelle Marche e in Umbria. I lavoratori precari al settembre 2009 nell'Italia mediana sono arrivati alla ragguardevole cifra di 605 mila, il 13% circa degli occupati totali (243.631 in Emilia-Romagna, 205.848 in Toscana, 67.672 in Umbria e 87.857 nelle Marche)”.
Secondo il consigliere regionale questi numeri dimostrano ancora una volta che la crisi non è assolutamente superata.
“Purtroppo in tanti ritengono che gli effetti della crisi economica sul sistema produttivo e sui livelli occupazionali si faranno sentire in Umbria per tutto il 2010, con esiti sociali facilmente immaginabili. E’ evidente - conclude Vinti - che né il governo Berlusconi, né le opposizioni parlamentari sono in grado di prospettare nuove politiche industriali e di indicare un percorso per una uscita dalla crisi che rilanci l'economia del Paese”.
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