CRISI ECONOMICARischio chiusura per il Gruppo Susta Confezioni di Bettona
Mauro Sedda • 02 luglio 2009 17:11

Un'altra amara sorpresa sta sconvolgendo le circa 90 dipendenti del Gruppo Susta di Bettona (Pg) e le loro famiglie, dopo la chiusura, qualche mese fa, della Tili (settore maglieria con circa 30 unità).
Le Confezioni Susta, una delle aziende più rappresentative della nostra area, che fa campionario e produce per i più noti marchi del Made in Italy, rischia di chiudere.
Lo stipendio di maggio, che avrebbe dovuto essere disponibile se pure con ritardo entro metà giugno, ad oggi non è stato erogato e non ci sono certezze sul quando.
Il Gruppo, che sembra avere una fortissima esposizione bancaria, non ha rispettato nessun accordo sottoscritto con le organizzazione sindacali Femca-Cisl/Filtea-Cgil/Uilta-Uil, come:
- Il pagamento del TFR derivante dalla cessazione (agosto 2008) della Susta Anselmo & Giuseppe;
- Il nuovo progetto industriale, con la creazione di 2 aziende specializzate (Susta 36 e Susta 41) con l'impegno a riassumere tutto il personale ha incontrato subito delle difficoltà;
- Carenza gestione organizzativa, materie prime che non arrivano, ecc.;
- Slittamento sistemico nel pagamento degli stipendi.
Tutte queste problematiche-impedimenti, che comunque non fanno arrivare i soldi nelle tasche dei dipendenti e rendono incerto il loro futuro, non ha fatto che diminuire la fiducia nei confronti dei proprietari.
Pertanto l'assemblea sindacale, tenuta nei giorni scorsi (30/06/09) presso lo stabilimento, ha deliberato una serie di iniziative da portare avanti su diversi fronti quali:
a) coinvolgimento delle Istituzioni Regionali e Locali per monitorare la situazione e tentare di scongiurare un'ulteriore chiusura di un'azienda del settore Tessile-Abbigliamento umbro;
b) proclamazione di un pacchetto di ore di sciopero e mobilitazione da effettuare nei prossimi giorni ad iniziare dal 1 luglio;
c) incontro, a tutela degli stipendi e del TFR, con gli uffici legali di Femca/Filtea/Uilma.
“Lotteremo affinché siano garantiti tutti gli arretrati, - assicurano i sindacati - per una soluzione che garantisca l'occupazione, facendo ripartire la produzione. In ballo ci sono tante persone e tante famiglie, la chiusura e la non risoluzione dei problemi sarebbe una tragedia per il nostro comprensorio”.
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