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SPECIALE ECONOMIA Incontro Abi a Gubbio: "La crisi continuerà nel 2010". Meno soldi in tasca da attività finanziarie. Difficoltà delle Pmi nell'accesso al credito. Scudo fiscale ossigeno per il sistema

Maurizio Troccoli • 23 novembre 2009 12:14

Una fotografia scatata sulla condizione economica e finanziaria del Paese, da Gubbio, in occasione dell'appuntamento promosso dall'Abi, Associaione bancaria italiana. Si delineano da qui gli scenari del post crisi, gli effetti sul sistema bancario e le conseguenze per le imprese piccole e medie e per le famiglie. Gli effetti della crisi -  è quanto emerge dall'appuntamento eugubino - continueranno nei primi mesi del 2010. "C'è un gap, registriamo con un ritardo di circa 3 mesi le criticità del sistema economico, quindi non credo che il picco per le sofferenze si raggiunga alla fine dell'anno: credo che la situazione delle sofferenze peggiorerà anche nella prima parte del 2010, per poi forse ricominciare a risalire". Lo dice il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini. Richiamando l'allarme lanciato alcuni giorni fa dal presidente dell'Abi, Corrado Faissola, Sabatini ha sottolineato come le sofferenze lorde del sistema bancario siano arrivate "a quota 55 miliardi", a settembre 2009, "con una crescita di circa 15 miliardi - ha spiegato - rispetto a novembre 2008, quando si toccò il minimo da molti anni". Le rettifiche di valore nette per il deterioramento dei crediti, ha ricordato ancora, "hanno superato nel primo semestre 2009 gli 8,5 miliardi, e riteniamo che possano raddoppiare a fine anno. La crisi - ha detto ancora Sabatini - colpisce dunque le banche in quanto imprese".

Aiuti alle imprese

In questo momento le imprese, soprattutto quelle medie e piccole, hanno due grandi problemi. Il primo è chiudere i bilanci 2009 dopo aver subito cali del fatturato che vanno dal 20 al 50%. Il secondo sarà presentare questi bilanci alle banche". Lo ha detto, il presidente della Piccola Industria e vice presidente di Confindustria, Giuseppe Morandini. Parlando al presidente e al direttore generale dell'associazione bancaria italiana, Corrado Faissola e Giovanni Sabatini, Morandini ha lanciato un appello: "il momento della verità sarà Pasqua 2010 - ha spiegato - banche e Confindustria devono incontrarsi prima di aprile e riflettere su una cosa: come verranno valutati dalle banche i bilanci 2009 delle imprese, ai fini del merito per ottenere credito, e alla luce dei vincoli di Basilea 2? Se la scelta sarà applicare rigidamente i criteri di Basilea 2 - ha aggiunto Morandini - allora dovremo riflettere seriamente su quanto poche saranno le imprese che riusciranno ad avere credito". Al sistema bancario Morandini chiede di "valutare la storia pregressa", anche se, riconosce, per prime le piccole e medie imprese devono "togliere ogni alibi a banche e investitori a mettere capitali nelle nostre aziende: dobbiamo dare indicazioni chiare d'impresa, ragionare di più in termini di business plan e di verifica semestrale degli obiettivi". All'appello di Morandini il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, ha risposto con un'apertura. «Non si può immaginare una 'moratoria nella lettura dei bilancì o un accordo di tipo formale, ma è chiaro che i conti 2009 delle imprese saranno valutati dalle banche tenendo in considerazione che sono risultati ottenuti in un anno di crisi così incisiva sull'economia. Su questo tema - ha spiegato Faissola - sono 'moderatamentè preoccupato, è possibile una posizione sull'uso dei dati di bilancio ai fini della valutazione del merito di credito di un'impresa che si accompagni ad un'ampia riflessione sul contesto generale». In fondo, ha concluso Faissola, «se avessimo revocato i fidi a tutte le imprese con conti negativi in questi mesi di crisi, avremmo già distrutto il 40% delle pmi, e anche molte imprese medie e grandi»

Scudo fiscale

"Noi come Abi non monitoriamo l'andamento" del rientro dei capitali dall'estero attraverso lo 'scudo fiscalè, "ma sembra che stia andando bene, c'è una forte consapevolezza da parte dei nostri concittadini del fatto che potrebbe essere veramente l'ultima volta" che viene concessa una simile opportunità. E' quanto sostiene Corrado Faissola, a proposito dellì'opportunità offerta alle banche attraverso lo scudo fiscale. Il presidente Abi ha aggiunto che lo scudo avrà un "impatto positivo sulla liquidità, le banche ne trarranno vantaggi perchè aumenterà la ricchezza finanziaria che amministrano". Alle domande dei giornalisti, che gli chiedevano se il gettito dello scudo dovrebbe essere destinato a politiche di sostegno alle imprese, Fissola ha risposto: "non è mio compito dare suggerimenti di politica economica, tanto meno all'autorevole ministro" dell'Economia.

Moratorie mutui per le famiglie

"Stiamo andando avanti per realizzare" la moratoria dei mutui per le famiglie in difficoltà. Lo garantisce, Corrado Faissola: "Il comitato esecutivo ha dato mandato a me e al direttore generale Sabatini di definire con le associazioni dei consumatori i particolari e i dettagli, per partire con decorrenza da inizio 2010: se non sarà il primo gennaio, al massimo sarà il 15". La moratoria, che prevederà la possibilità di sospendere il rimborso delle operazioni di mutuo per 12 mesi, "è una cosa complessa che va a toccare sistemi informativi complicati, non è come mandare un'email", ha detto ancora Faissola.

 

Capitalizzazione pmi


Sul tema della capitalizzazione delle piccole e medie imprese, "la logica di accorpare le aziende piccole e microscopiche a quelle medie da me non è assolutamente condivisa: pensare a una capitalizzazione dall'esterno delle microimprese, che pure contano per circa il 90% del totale delle aziende, è velleitario". Così ha commentato Corrado Faissola a proposito delle ipotesi di capitalizzazione. "Bisognerebbe concentrarsi - ha spiegato Faissola - sulle imprese medie e medio-piccole, e sottolineo sempre la parola 'mediò, che sono le uniche ad avere una dimensione tale da avere un mercato di sbocco per i titoli". Come fa una microimpresa, si è chiesto Faissola, che magari ha meno di 1 milione di euro di fatturato, "a far entrare nel proprio capitale di rischio soggetti terzi?".  La strada maestra, ha concluso, deve restare quella "delle aggregazioni tra imprese, un ambito in cui non si è fatto abbastanza in tanti anni".

Partecipazione dei lavoratori alle imprese


Il direttore centrale dell'Abi per l'area sindacale, Giancarlo  Durante, ha detto che se si parla di "partecipazione dei lavoratori agli organismi direttivi o di controllo delle imprese, ci potrebbero essere problemi di esercizio delle funzioni aziendali e di responsabilità". Per quanto riguarda il "diritto di consultazione e di informazione da parte dei dipendenti, ci sono già direttive comunitarie recepite nel nostro ordinamento". Anche sotto il profilo della "partecipazione ai risultati aziendali, agli utili - ha aggiunto Durante - tutti gli elementi sono già stati inseriti nell'accordo di gennaio sul rinnovo del modello contrattuale". La via maestra, ha sottolineato il direttore centrale dell'Abi, "resta comunque quella di premiare i risultati: bisogna mettere a regime forme chiare di sostegno al salario di secondo livello". Inoltre, ha concluso Durante, l'Abi ritiene che il tema della partecipazione dei lavoratori non possa essere disgiunto da quello "della rappresentanza sindacale".

Meno soldi dalle attività finanziarie nelle tasche degli italiani

Nel 2009, i proventi delle attività finanziarie delle famiglie "diminuiranno di 30 miliardi rispetto all'anno prima", ha detto Faissola.

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