Tanti nomi e poche idee nel dibattito che vede impegnato il PD nella ricerca di un candidato alla Presidenza della Giunta Regionale
• 11 gennaio 2010 15:20
Tanti nomi e poche idee nel dibattito che vede impegnato il PD nella ricerca di un candidato alla Presidenza della Giunta Regionale.
Nella rispettosa attesa dei pronunciamenti della Commissione di garanzia, ribadita l'ovvia necessità di non calpestare i diritti dei o del candidato, e sottolineata ancora una volta la volontà della nostra Area a procedere contemporaneamente sul binario della sintesi politica per un candidato condiviso, entrare nel merito delle questioni e parlare dei contenuti è qualcosa di cui la Politica non può fare a meno.
I cittadini umbri si aspettano un progetto di governo, una discussione di idee e proposte e non una noiosa giostra di nomi e personalismi. Per questo crediamo utile avanzare alcuni temi programmatici che ci sembrano tutt'altro che secondari, sui quali Agora' sta lavorando in previsione dell'elaborazione del programma della coalizione. La società umbra si attende che il PD ed i suoi candidati partano dalle priorità odierne: nuovo modello di sviluppo per uscire dalla crisi, una chiara ed efficiente interpretazione dell'imminente Federalismo, lavoro e sapere, cittadinanza, integrazione e servizi sociali.
Agora' mette così a disposizione un contributo articolato in 12 spunti di proposta:
1) Una più efficace ed accurata legislazione regionale per demolire "Parentopoli". Premiare il merito significa in primo luogo combattere le sacche di clientelismo presenti in tutta la società italiana.
2) Semplificazione della Pubblica Amministrazione attraverso lo snellimento degli enti di secondo livello usando la chiave del Federalismo. In questo senso la digitalizzazione della P.A. non è un'opzione ma una necessità.
3) Una serie di provvedimenti sinergici volti a sostenere il reddito da lavoro.
4) Una nuova legge sul lavoro femminile, il più precario ed aggravato dalle esigenze familiari.
5) Una revisione e sostanziale riorganizzazione della legge sull'imprenditoria giovanile, perchè il motore del benessere di domani sono le giovani generazioni di oggi.
6) Nuove Politiche formative in grado di collegare non solo il sapere al territorio ed al suo sviluppo, ma il sapere ad una professione capace di realizzare percorsi di vita personali nella nostra regione.
7) Ampliamento della legge sull'accoglienza, promozione di relazioni con gli umbri all'estero come occasione di internazionalizzazione anche economica della regione, rafforzamento di politiche di cittadinanza concentrate in particolare a ridurre le disuguaglianze degli immigrati di seconda generazione. I tanti bambini nati in Italia da genitori stranieri già presenti in alta percentuale nelle aule umbre non possono avere diritti diversi dal proprio compagno di banco.
8) Interruzione del consumo del territorio e riqualificazione dell'edificato per mezzo di tecnologia funzionale al risparmio energetico. La bioedilizia deve man mano diventare l'unica edilizia possibile.
9) Coprire il territorio regionale con la "Banda larga" e promuovere in maniera capillare e diffusa l'alfabetizzazione informatica.
Infine tre proposte per fare dell'Umbria un avamposto delle battaglie di civiltà:
1) Una legge sulla violenza contro le donne, primo reato nel nostro Paese, secondo i dati del Viminale.
2) Una legge sull'omofobia. Le barbare derive dei mesi passati non possono continuare a riscontrare l'immobilismo delle Istituzioni.
3) Una dotazione finanziaria regionale da mettere a disposizioni degli enti locali, impegnata a favorire processi partecipativi e deliberativi nel territorio. Conservare e creare capitale sociale rende ricca l'Umbria in quanto aumenta la qualità della vita.






















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