TERRORISMOProcesso Coop-Fai, questa mattina in aula la Lorenzetti: "Provai disagio e una grande preoccupazione"
Mauro Sedda • 26 ottobre 2009 18:25

La Presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, ha deposto questa mattina davanti alla corte d'assise di Terni come testimone al processo a carico di quattro giovani di Spoleto, accusati di essere i responsabili di un'organizzazione anarchico insurrezionalista dal nome Coop-Fai. I quattro spoletini sono, inoltre, accusati di avere inviato alla stessa Lorenzetti una busta, recapitata nel suo ufficio a Palazzo Donini il 20 agosto del 2007, contente due proiettili calibro 38 ed un volantino di rivendicazione.
La Lorenzetti ha parlato della sua preoccupazione dopo aver ricevuto quella lettera. “La mattina del 20 agosto 2007 - ha raccontato - arrivai in ufficio ed i miei collaboratori mi riferirono della busta che mi era stata recapitata. Provai un grande disagio e una grande preoccupazione perché era la prima volta che una cosa del genere succedeva nella nostra Regione, ma anche per le frasi contenute nel volantino di rivendicazione, una minaccia sia verso la mia persona che verso l'Umbria. E le mie paure erano anche per la mia famiglia”.
La Lorenzetti ha, inoltre, ricordato il periodo vissuto sotto scorta. “Sia l'allora ministro Amato che il vice capo della polizia Cavaliere mi spiegarono il giorno stesso - ha riferito - che la scorta era necessaria. Quelle sigle di rivendicazione erano conosciute a livello nazionale, bisognava verificare quanto il fatto in questione fosse collegato a fatti nazionali. Certo, non è bello, - ha proseguito - ovunque si vada, anche in vacanza, essere costretti a vivere con questa preoccupazione”.
In aula, attraverso le testimonianze dei carabinieri che eseguirono le ordinanze di custodia cautelare, si è parlato poi degli arresti, avvenuti nell'ottobre del 2007, di Di Nucci e Polinori. La prossima udienza è in programma il 19 gennaio. In quella data la Corte dovrà decidere se concedere la trascrizione delle intercettazioni telefoniche chiesta dal pm Manuela Comodi.
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