TRASPORTI Voli low cost Perugia Londra. Lorenzetti: 'Altissimo gradimento dei turisti. Vincente la filiera turismo - ambiente - cultura - enogastronomia'
• 23 luglio 2009 16:09
“Quando si fa squadra sul serio i risultati sono automatici”. Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, illustrando i risultati di una ricerca sull’impatto turistico del collegamento aereo Perugia-Londra tramite la compagnia low cost Ryan Air. A diffondere gli aspetti dell'incontro è una nota dell'ufficio stampa della Regione.
Lo studio, che rientra nel programma di attività 2009 dell’Osservatorio Turistico Regionale, è stato coordinato da Sviluppumbria e svolto con il supporto tecnico del Centro Studi sul Turismo.
La presidente, dopo aver sottolineato che i lavori del nuovo aeroporto saranno ultimati nel 2010 con una aerostazione moderna, efficiente e di qualità, ha precisato: “sull’aeroporto abbiamo investito insieme, come sistema regionale, perchè non c’è una porta d’ingresso all’Umbria più piacevole ed affascinante di quella che su Assisi offre il nostro aeroporto”.
Commentando l’indagine la presidente ha detto che ”l’altissimo grado di soddisfazione che esprimono i turisti inglesi che giungono in Umbria conferma le scelte fatte dal Governo regionale di puntare sull’intera filiera turismo-cultura-ambiente-enogastronomia. I dati – continua la presidente – ci dicono che la qualità e l’autenticità dell’offerta umbra è molto apprezzata. Questo, se da una parte ci fa ritenere soddisfatti, dall’altra non può consentirci di allentare l’attenzione, visto che ci vuole tanto per costruire la fiducia e quasi nulla per perderla”.
La presidente ha quindi affermato che si “continuerà con le politiche di promozione dell’Umbria in Italia e all’estero e nei mercati che si dimostreranno più ricettivi del prodotto che noi possiamo offrire”.
All’incontro era presente anche il presidente della “S.A.S.E. SpA”, Mario Fagotti, che ha condiviso le affermazioni della presidente Lorenzetti sottolineando come “la S.A.S.E abbia puntato ad ultimare i lavori e a potenziare gli accordi per i nuovi collegamenti. Tutto ciò – ha aggiunto – è la dimostrazione di un buon lavoro di squadra. Ancora c’è da lavorare, ma siamo sulla buona strada. L’Umbria può ancora conquistare nuovi mercati e stiamo lavorando in questo senso per collegamenti che aiutino il processo di promozione in questa direzioni”.
Fagotti ha infine ricordato che S.Egidio è il terzo aeroporto in Italia e quinto in Europa per qualità, efficienza ed assistenza sugli scali in cui opera Ryan Air.
Chi viene in Umbria con i voli Ryanair vuole in primo luogo visitare le città, i monumenti ed i musei, ma c’è anche chi non disdegna relax e riposo, la buona tavola ed i buoni vini, la possibilità di fare shopping e di entrare in contatto con la natura.
E’ quanto emerge dall’indagine sulle ricadute turistiche del collegamento Ryanair fra l’aeroporto di Perugia e Londra-Stanstead presentata oggi a Perugia alla presenza della presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti.
Lo studio, che rientra nel programma di attività 2009 dell’Osservatorio Turistico Regionale, approvato dal Comitato di Indirizzo e Sorveglianza nel corso della seduta del 24 Febbraio 2009, è coordinato da Sviluppumbria e svolta con il supporto tecnico del CST. Dal punto di vista pratico si è fatto ricorso alla somministrazione diretta di questionari da parte di due intervistatori qualificati ai soli passeggeri inglesi in partenza dall’aeroporto di Perugia con lo scopo di verificare le ricadute dirette e indirette della tratta aerea che collega il capoluogo con Londra, analizzando, fra le altre cose, le motivazioni di scelta dell’Umbria, la durata della vacanza, le caratteristiche della permanenza sul territorio (tipologie ricettive preferite, modalità di trasporto, itinerari di visita, attività ed esperienze ricercate), la spesa dei turisti (alloggio, ristorazione, auto a noleggio, cultura, divertimento, prodotti tipici, etc.), le criticità rilevate.
Puntando alla raccolta di 2 mila questionari completi, l’Osservatorio ha calendarizzato l’indagine tra aprile-novembre 2009, consentendo di coprire diverse stagioni di vacanza: questo primo report dà conto dell’elaborazione effettuata sui primi 305 questionari raccolti da aprile a giugno.
“In questa prima fase di rilevazione, sono state effettuate 305 interviste a passeggeri dei voli Ryanair presso l’aeroporto nella fase immediatamente precedente la partenza del volo Perugia – Londra – è stato spiegato sai ricercatori - L’Umbria è indicata come destinazione finale del viaggio dall’85,6 per cento degli intervistati che utilizzano lo scalo principalmente come base logistica per penetrare nel territorio umbro. Solo una piccola minoranza lo sceglie per raggiungere località fuori regione e in particolare del sud della Toscana (la più gettonata è Cortona)”.
Il 26,6per cento degli intervistati specifica di aver avuto Perugia come meta del proprio viaggio, ma il dato di maggiore interesse è la diffusione dei flussi di passeggeri nel territorio regionale con una evidente preferenza per le località minori, i piccoli borghi e le aree di campagna.
Pur risultando Assisi in testa alle indicazioni (10,2per cento degli intervistati) si rileva una forte capacità attrattiva da parte di comuni quali Umbertide (6,9 per cento), Città di Castello (6,2per cento) ed il comprensorio del Lago Trasimeno (6,2per cento).
L’area che rimane sostanzialmente marginale all’irradiamento dei flussi è sicuramente la Provincia di Terni che evidentemente trova negli aeroporti della Regione Lazio una più comoda soluzione logistica.
Come si diceva chi viene in Umbria con i voli Ryanair ha piacere di visitare le città, i monumenti ed i musei (24,7per cento delle indicazioni). Cerca relax e riposo il 21,5 per cento, apprezza la buona tavola ed i buoni vini il 14,3 per cento, mentre non esclude la possibilità di fare shopping il 12per cento e gradisce di entrare in contatto con la natura il 9,1per cento.
Altro dato interessante è che prevale un turismo di soggiorno, anche se un’elevata percentuale di visitatori si rende autonoma negli spostamenti mediante il noleggio all’arrivo di un’automobile (36,9per cento) o ha la possibilità di utilizzare auto di amici/parenti (22,9per cento) e questo ci fa pensare a un visitatore che pur avendo il proprio baricentro in un preciso luogo di soggiorno si muove autonomamente nel territorio in funzione delle proprie motivazioni di visita.
La motivazione del viaggio è prevalentemente leisure (78,3per cento) con solo una minoranza fra gli intervistati che sono spinti da ragioni di lavoro (solo 7,8per cento). Da sottolineare come un intervistato su tre dichiari di non aver avuto prima del viaggio una specifica conoscenza dell’Umbria, probabilmente accostandola all’immagine della Toscana e più in generale dell’Italia Centrale. Fra chi aveva invece sentito già parlare di Umbria solo pochi riconoscono una qualche importanza ad Internet quale fonte di conoscenza della nostra regione (solo 3,2per cento) nettamente battuto dal passa parola di amici e parenti, che spesso hanno una casa in proprietà in regione o hanno perfino scelto di vivere in Umbria, ed il ricordo di precedenti soggiorni in Umbria (14per cento). Questi ultimi dati delineano la presenza di turisti fidelizzati tanto da diventare in alcuni casi dei residenti stabili che giocano un fondamentale ruolo di testimonial della qualità del vivere in Umbria.
A dimostrazione di ciò è che la maggioranza delle persone coinvolte nell’intervista ha indicato nel soggiorno presso case/appartamenti di parenti e amici (33,3per cento) o presso un immobile di proprietà (18,3per cento) la modalità prevalente di soggiorno, seguita da hotel (26per cento) e a distanza da case e ville in affitto, di norma in campagna (12per cento), e agriturismi (5per cento).
Il fenomeno delle seconde case di proprietà di stranieri (in questo caso cittadini britannici) va valutato non solo nella sua componente di investimento immobiliare, ma anche nella sua potenzialità di sviluppare flussi di turismi basati su relazioni parentali e di amicizia per arrivare a forme di locazione breve che sfuggono ai meccanismi di rilevazione tradizionale dei flussi turistici, ma che possono contribuire alla crescita dell’immagine turistica dell’Umbria.
Trattandosi di viaggiatori stranieri che utilizzano l’aereo per arrivare in Umbria, è scontata la prevalenza di soggiorni lunghi (il 20,3per cento si ferma per una settimana, il 17,3per cento per più di una settimana) integrata da una quota di short break favoriti dalla convenienza delle tariffe: il 24,6per cento dorme 3 notti, il 6,2per cento si limita ad un week-end corto (due notti).
Nella scelta della soluzione di alloggio gioca un ruolo maggiore rispetto alla conoscenza della destinazione, Internet: il 14,5per cento si è servito di motori di ricerca orizzontali quali Google, mentre un altro 18per cento di altri siti Internet (siti web delle strutture ricettive, social travel network, agenzie di viaggio on-line, portali turistici territoriali, ecc.).
Particolarità: pur usando voli Ryanair i viaggiatori, non hanno di fatto utilizzato il sito web del vettore per effettuare le proprie prenotazioni di strutture ricettive (solo lo 0,9per cento), in contrasto con l’efficacia del portale Ryanair per quello che riguarda la prenotazione dei voli e anche per effettuare il check-in online. Di scarso rilievo anche il ruolo giocato da agenzie di viaggio e tour operator tradizionali (5,7per cento).
Circa i giudizi formulati su alcuni aspetti centrali dell’ attrattività e vivibilità turistica dell’Umbria è entusiastico il giudizio sulla qualità del life style che ai loro occhi caratterizza l’Umbria (il 42,6per cento degli intervistati assegna il massimo gradimento e complessivamente il 66,2per cento lo giudicano positivamente), giudizio rafforzato dall’altrettanto entusiastico apprezzamento della ristorazione (75,4per cento dei giudizi positivi) e del cibo e dei vini locali (74,8per cento), a cui si aggiunge anche una positiva valutazione del livello di sicurezza riscontrato (58,4per cento dei giudizi positivi).
Buona anche la valutazione di qualità del sistema di informazione turistica (59,3per cento di indicazioni positive) e della possibilità di fare shopping (55,7per cento). Escono bene anche gli hotel e le strutture ricettive, che vengono considerate positivamente dal 52,4per cento degli intervistati, ed i musei (52,1per cento).
La soddisfazione degli intervistati trova ulteriore conferma nel fatto che ben l’87,2per cento intende ritornare per un soggiorno turistico in Umbria e che l’88,5per cento consiglierebbe ai propri parenti e amici una vacanza nella nostra Regione.






















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